SEO, Viral Marketing e iPhone3G: SUSHI EXPLOSIVE MIX!

Giovedì, 10 Luglio 2008

Con gioia per gli amici Fabrizio e Letizia e con un pizzico d’orgoglio per il lavoro di Online Marketing e SEO svolto per loro conto, ho appreso che il sushi take away del quale scrissi un annetto fa  é stato “indicato” sulle google maps nelle campagne pubblicitarie nazionali del nuovo Apple iPhone 3G (in ogni immagine, video o poster che parli di mappe e GPS).

Oltre al caso personale, questa esperienza può essere utile per convincere chiunque abbia ancora dubbi sull’uso di social e conversational media per dare visibilità ad attività commerciali di qualunque calibro.

Un mix di tecniche SEO “white hat” - che hanno portato il loro sito in prima posizione su google per le keyword scelte - campagne Adwords, passaparola e citazioni su blog, nonché il contatto di PR Apple attraverso LinkedIn, ci ha regalato un risultato straordinario (e, ovviamente, un record nelle pagine servite dal web server!)

Vi ho convinti ?

Se la risposta é negativa, siete invitati a pranzo (si fa per dire.. siete ospiti solo se siete donne con meno di trent’anni, single, di bella presenza e dalla corretta dizione :-P) in Via Brunetti 6, a Roma (Centro Storico), per fare due chiacchiere.

Inquinando blog e social media

Martedì, 12 Febbraio 2008

LinguaVi dirò: tutto sommato provo una certa soddisfazione nel non far parte di quella ristretta cerchia di blogger frequentemente invitati ad eventi o destinatari di omaggi e preziosi. Volente o nolente mi sentirei in qualche modo “comprato”.

Perché é piuttosto ovvio che se un evento viene organizzato da una grande azienda che pianifica il dialogo con i blogger all’interno di una strategia di marketing precisa e, magari, li omaggia di qualche gadget, ciò che spera é di ricevere una bella marchetta.

Giuro, non mi riferisco nello specifico al polverone di questi giorni su Microsoft.

Non pensate che io non sia mai contento: (“se un’azienda non sfrutta blog e social media per dialogare con il pubblico non é degna di essere presa in considerazione, ma se lo fa, allora cerca di corrempere i blogger”) semplicemente non amo che sistemi governati da meccanismi puri e spontanei vengano inquinati da iniziative di marketing pilotate e tutt’altro che genuine.

Le aziende devono assolutamente prender parte al dialogo con gli utenti dei social media, ma con la consapevolezza che i meccanismi che dirigono tali canali di comunicazione e che sanciscono il successo dell’iniziativa richiedono spontaneità, indipendenza, autonomia e genuinità di autori (blogger), opinioni e relazioni.

Non ho dubbi che finché i blogger si sentiranno una circoscritta elite (al punto da insultare altre persone “dall’alto della loro posizione” - e, signori miei, abbassiamo la cresta perché sembriamo dei critini!) le forzature dei suddetti meccanismi riusciranno senza fatica (benché le discussioni pilotate saranno sempre eccessivamente aspre o critiche).

Ma non appena, come accade a me, ognuno di voi si sentirà quasi a disagio quando verrà definito blogger (manco fosse una bestia rara o un’illuminato!) anche le aziende saranno obbligate a mettersi davvero in gioco, adattandosi alla blogosfera, piuttosto che tentando di plasmare la blogosfera a proprio piacimento.

Concludo rispondendo a coloro che mi hanno chiesto privatamente perché - predicando io così bene - la mia azienda non abbia un corporate blog: la risposta é che, per decisione del sottoscritto, un blog verrà aperto solo quando tutte le figure chiave dell’azienda vi potranno/vorranno partecipare, comprendendo a fondo i fondamenti della comunicazione non mediata con clienti e pubblico.