Parole in libertà

Sabato, 1 Luglio 2006

VoipE’ inevitabile: prima o poi, parleremo gratis.
No, non con il nostro avvocato (questo é impossibile), ma tramite i nostri apparecchi telefonici, così come facciamo oggi, alziando una cornetta e componendo il numero.

il mercato della telefonia (mobile o fissa che sia) é in grande fermento negli ultimi mesi, lo dimostra la stessa Telecom Italia, che vincendo le previsioni più ottimistiche, ha lanciato sul mercato soluzioni basate su tecnologie realmente attuali, quali Alice Mia (ADSL con molteplici linee VoIP) ed ha annunciato dispositivi come Unico, il cordless VoIP Wifi convergente, contrastando la propria posizione di incunbent, radicata sui servizi di fonia tradizionale.

Altri grandi nomi annunciano la loro entrata in gioco nel campo della telefonia fissa pur non disponendo di doppini di rame, ma realizzando offerte commerciali di telefonia mobile che possano sostituire il convenzionale Sirio di casa, con un cellulare camuffato da telefono tradizionale. (Vodafone e H3G)
Tutto questo mentre i pionieri della voce attraverso IP ( Skype e Jajah, ad esempio) iniziano a regalare chiamate, oltre che verso terminali Internet, anche dirette a rete mobile.

Nuovi modelli di business si stanno affacciando sul mercato delle comunicazioni telefoniche e presto renderanno difficoltoso alle corporazioni internazionali chiedere 40 centesimi di euro per un minuto di conversazione.
La strada verrà spianata dalle prime tariffe flat, quelle vere (non quelle paventate oggi da pubblicità ingannevoli), che consentiranno di scambiare parole in libertà.
I costi si ridurranno gradualmente, così come avvenuto per la connettività Internet e per le chiamate VoIP, sino a essere prossimi allo zero.
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I lati negativi della convergenza

Mercoledì, 28 Giugno 2006

ConvergenzaDopo una lunga giornata di lavoro, rientro a casa verso dopo le 20:00. Snodo la cravatta e mi accomodo a tavola per una cena leggera. Accendo la TV e premo il pulsante AV, per attivare l’ingresso scart che la collega al trasmettitore che raddoppia il segnale video Fastweb. Schermo nero.
Speravo di gustare una sit-com che rallegrasse la misera insalata che mi accingevo a consumare, ma evidentemente non é serata. Desolazione e sconforto mi pervadono quando noto che l’hag Fastweb appare defunto.. Niente TV, Internet e telefono. Niente lavoro, questa sera; niente svago, no Pay-per-view, niente radio streaming, niente giornale (solitamente lo leggo online).
Morto.

Il sottile cavo di fibra ottica attraverso il quale scorre l’informazione cross-mediale sembra non essere in vena, questa sera. Un “piccolo” guasto - della durata di 16 ore - ha bloccato tutte le mie commodity e ha reso indisponibili tutti gli strumenti di comunicazione che quotidianamente, continuativamente, utilizzo per restare in contatto con il mondo esterno. Spengo i computer. Tutti e tre. Francamente non saprei come procedere con le mie consuete attività senza un canale di comunicazione sociale.
La convergenza dei servizi porta con sé l’ovvia convergenza dei disservizi. E’ necessario ricordarlo e tenerlo presente.

Si può sopravvivere senza connessione a Internet (a patto di non dover lavorare, ovviamente), ma presumibilmente risulverebbe difficoltoso fare a meno, nello stesso tempo, di ogni media normalmente a propria disposizione.
Non parliamo di Service Level Agreement.
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