La costanza dell’essere obiettivi

Giovedì, 28 Giugno 2007

EmailForse é proprio per questo che la gente si fida dei blog (come categoria di mezzi d’informazione) più di quanto si fidi dei mass-media tradizionali, Bob: perché mentre Costanzo intasca la grana e si infastidisce anche per i commenti del giornalista che lo intervista, (essendosi ben guardato dal porsi problemi di etica e trasparenza, prima), i blogger le stesse questioni se le pongono eccome, nel loro piccolo, dimostrando passione per la loro piccola opera d’informazione. (Via Lucaconti.it)

Traditional (ignorant) media

Giovedì, 12 Aprile 2007

Innovazione, RiflessioniAl sottoscritto, abituato al totale silenzio mediatico su eventi e strumenti tecnologici legati al web 2.0 (pardòn, ad esclusione del digital bullism!) fa piuttosto impressione leggere un resoconto come quello che i twitters hanno ricevuto questa mattina in inbox (che traduco in seguito):

[...] Il Financial Time ha dedicato un articolo in prima pagina a Twitter, seguito da una tempesta di informazioni provenienti dal New York Post, da TIME Magazine, da Newsweek, dal New York Time, da MIT Technology Review, da USA Today e molti altri.

Un giornalista della televisione locale ha addirittura visitato i nostri uffici un pomeriggio! [...]

A proposito di digital bullism (lo scrivo in questi termini, ovviamente, come presa in giro), qualcuno glielo potrebbe spiegare, per favore, che gli scherzi fra studenti o compagni (di scuola, s’intende) sono sempre esistiti, anche prima dei videofonini e di YouTube? Se avessi davanti i giornalisti che alimentano quotidianamente questa ridicola bolla mediatica gli direi (…You non capisc un Tube! Kiddin’) di smettere di avere paura.

Internet e carta stampata

Venerdì, 25 Agosto 2006

RSS giornaleSi discute di Internet e carta stampata, in rete.
Ne parla Luca di Pandemia, anche in relazione a quanto scritto dall’Economist questa settimana.
Alcune riflessioni e molte domande per coloro che desiderano approfondire il dibattito..

I gruppi editoriali che pubblicano le 50 testate più vendute in Italia (prese in considerazione nel dossier “I giornali italiani e Internet” di Luca Conti, appunto), sono paragonabili ad aziende della “old economy”. Se possono essere definiti traditional media un motivo ci sarà!

Trovo comprensibile che introdurre i fattori interazione e commento ad articoli di giornalisti che vengono pagati, come reso noto recentemente da un’inchiesta di Libero, dai 50.000 ai 250.000 Euro l’anno per la loro autorevolezza (ovviamente a rischio per via degli attacchi di qualche bontempone), possa creare a qualcuno degli scompensi..

Indipendentemente dai compensi dei suoi editorialisti, é corretto allineare l’opera di un quotidiano a quella di un blog ? (Per forma, se non per contenuto)

(more…)