Text Link, è giusto pagarne le conseguenze

Domenica, 26 Agosto 2007

EmailIn merito all’odissea di Robin Good, della quale ho già scritto su queste pagine, salta fuori il secondo capitolo, quello relativo ai Text Link, giusto per sfruttare la scia degli eventi e giustificare il rumore mediatico generato.

Ho commentato quanto segue, sul blog di Robin:

Poiché faccio parte della categoria di coloro che hanno pensato “quant’é stupido Robin… bla bla bla” chiamata in causa, dico la mia.

Innanzitutto, di tutta questa storia, non mi é piaciuta la strumentalizzazione che ne hai fatto: hai sfruttato il tam tam generato da ciò che é accaduto per aumentare ulteriormente il rumore attorno a MasterNew Media (ed ovviamente, grazie ai meccanismi che guidano la blogosfera, ci sei riuscito), ragion per cui non vedo come si possa considerare “lodevole” la causa che stai perorando.

In secondo luogo, poiché consapevolmente vendevi text link sperando che non rappresentassero un potenziale problema - ma sei stato smentito - ecco che questa “farsa”, volta a dimostrare la tua presunta buona fede in tutta la storia della penalizzazione, suona parecchio ridicola.

Veniamo al dunque (alla “questione che speravi considerassimo rilevante”): vendere link é, evidentemente, una forzatura dei meccanismi che tutti conosciamo e che guidano pagerank & co. Chiunque lo faccia si merita qualunque tipo di penalizzazione.

Per concludere, ribadisco quel che ho già scritto:

Esiste un solo SEO al mondo che edificherebbe il proprio impero sulle imprevedibili ed aleatorie politiche di Mountain View? Io la chiamerei incoscienza, per non azzardare “incompetenza”…

SEO o non SEO ?

Martedì, 21 Agosto 2007

EmailCito un mio stesso commento alla domanda di Stefano Gorgoni “Chi é secondo te il SEO?“, perché a volte quel che scrivo mi piace proprio..

Vi sono due differenti accezioni del ruolo di SEO: (a) colui che conosce le tecniche per far fruttare al meglio i contenuti di un sito e per conferirgli il loro giusto valore in una SERP e (b) colui che sa come metterlo in quel posto a Page & Brin (e anche se può sembrare, non é esattamente la stessa cosa..).

Nel mondo ideale NON dovrebbero esistere i SEO come figure professionali indipendenti, poiché, Cristo Santo, un web designer e un webmaster con i coglioni (passatemi il francesismo) dovrebbero sapere come diavolo si crea un sito Internet (visto che si suppone sia il loro mestiere) e i siti meritevoli, prima o poi, verrebbero scoperti e linkati da altri e, con il tempo, acquisirebbero la giusta visibilità.

Nel mondo reale, invece, i SEO (grigi, quando va bene..) lavorano per ingannare i motori di ricerca e per rimediare alle cagate (sono appena stato in Provenza, scusate) di chi non sa davvero come si realizza un sito Internet e di chi, ancora, una reputazione online se la sa solo comprare.

E allora - e qui concludo - ben venga la sparizione del PageRank dalla Google Toolbar, così, almeno, quelli del ‘Giorgiotave troveranno nuovi modi per passare il tempo e i risultati di BigG saranno più utili, pertinenti e attendibili.