New media for Dummies
10 Ottobre 2006 - di Marco Cattaneo
Vesto di nero con cravatta viola e attendo il mio Eurostar. Sfodero il blackberry per proseguire nella preparazione di una mail iniziata il giorno prima, quando un anziano signore dalla barba incolta mi si avvicina a mi chiede, scusandosi per l’indiscrezione, quale fosse il mio lavoro.
Non appena pronuncio la parola “Internet” l’anzianotto proferisce una serrata raffica di questioni su musica e peer-to-peer, nel tentativo di informarsi sulla qualità dei “brani che si scaricano”, poiché, mi dice, é un appassionato di musica classica.
Ne capisce poco di tecnologia e non possiede un computer, ma resosi conto della straordinaria diffusione del fenomeno, chiede lumi per decidere se sia un’alternativa valida all’acquisto dei CD. Gli spiego brevemente i concetti alla base della condivisione e della decentralizzazione dei servizi peer-to-peer e il settantenne non esita a supporre che “la situazione debba cambiare” e che “il peer-to-peer” possa essere un’opportunità per le stesse aziende discografiche.
Da non credere. Ci é arrivato da solo, in quattro e quattr’otto.
Prosegue citando una “nuova enciclopedia su Internet” della quale ha sentito parlare in un servizio televisivo. Gli descrivo il publishing collaborativo e cerco di chiarire che, oltre a wikipedia, l’informazione viene veicolata oggi tramite i blog. Non ne ha mai sentito parlare, ma gli si illuminano gli occhi all’idea che possano davvero esistere e mi chiede se anche lui potrebbe aprirne uno.
Concludo parlandogli di YouTube, spiegando l’opportunità di trasmettere un flusso di informazioni incapsulate in spezzoni video, senza la necessità di pagar nulla o di impiegare risorse personali. Egli reagisce chiedendomi “A cosa serva, a questo punto, la TV”.
Il nonno dimostra la tipica curiosità di un quindicenne (che, in realtà, manca a molti giovani dei quali dovrebbe essere propria) e suppone “sia il caso di comprare di corsa un computer per darsi da fare”.
Sono stupito e mi complimento con lui per l’acume dimostrato, benché non avesse mai sentito parlar prima di queste tecnologie.
Lo saluto con un biglietto da visita, invitandolo a contattarmi se avesse bisogno di aiuto per la sua nuova avventura. Gli consiglio di chiedere a figli o nipoti qualche consiglio per compiere i primi passi, ma lui, malinconicamente mi risponde che “Purtroppo non si interessano di queste cose, preferiscono uscire la sera in attesa che l’università gli trasferisca la scienza infusa per il loro futuro”.
Questa é la questione di cultura di cui parlavo.

Questa è bellissima… la becco solo ora ma meno male che non l’ho persa. Io ricorderò sempre un ragazzo che mi ha chiamato dalla Sila, alla rivista dove lavoravo ai tempi, perché aveva bisogno di una mano per sviluppare una roba in Excel. O un pellicciaio che mi ha chiesto info sui plotter per stampare i modelli su carta… Questi sì son dei veri pionieri :)