Vi dirò: tutto sommato provo una certa soddisfazione nel non far parte di quella ristretta cerchia di blogger frequentemente invitati ad eventi o destinatari di omaggi e preziosi. Volente o nolente mi sentirei in qualche modo “comprato”.
Perché é piuttosto ovvio che se un evento viene organizzato da una grande azienda che pianifica il dialogo con i blogger all’interno di una strategia di marketing precisa e, magari, li omaggia di qualche gadget, ciò che spera é di ricevere una bella marchetta.
Giuro, non mi riferisco nello specifico al polverone di questi giorni su Microsoft.
Non pensate che io non sia mai contento: (“se un’azienda non sfrutta blog e social media per dialogare con il pubblico non é degna di essere presa in considerazione, ma se lo fa, allora cerca di corrempere i blogger”) semplicemente non amo che sistemi governati da meccanismi puri e spontanei vengano inquinati da iniziative di marketing pilotate e tutt’altro che genuine.
Le aziende devono assolutamente prender parte al dialogo con gli utenti dei social media, ma con la consapevolezza che i meccanismi che dirigono tali canali di comunicazione e che sanciscono il successo dell’iniziativa richiedono spontaneità, indipendenza, autonomia e genuinità di autori (blogger), opinioni e relazioni.
Non ho dubbi che finché i blogger si sentiranno una circoscritta elite (al punto da insultare altre persone “dall’alto della loro posizione” - e, signori miei, abbassiamo la cresta perché sembriamo dei critini!) le forzature dei suddetti meccanismi riusciranno senza fatica (benché le discussioni pilotate saranno sempre eccessivamente aspre o critiche).
Ma non appena, come accade a me, ognuno di voi si sentirà quasi a disagio quando verrà definito blogger (manco fosse una bestia rara o un’illuminato!) anche le aziende saranno obbligate a mettersi davvero in gioco, adattandosi alla blogosfera, piuttosto che tentando di plasmare la blogosfera a proprio piacimento.
Concludo rispondendo a coloro che mi hanno chiesto privatamente perché - predicando io così bene - la mia azienda non abbia un corporate blog: la risposta é che, per decisione del sottoscritto, un blog verrà aperto solo quando tutte le figure chiave dell’azienda vi potranno/vorranno partecipare, comprendendo a fondo i fondamenti della comunicazione non mediata con clienti e pubblico.