New media for Dummies
Martedì, 10 Ottobre 2006
Vesto di nero con cravatta viola e attendo il mio Eurostar. Sfodero il blackberry per proseguire nella preparazione di una mail iniziata il giorno prima, quando un anziano signore dalla barba incolta mi si avvicina a mi chiede, scusandosi per l’indiscrezione, quale fosse il mio lavoro.
Non appena pronuncio la parola “Internet” l’anzianotto proferisce una serrata raffica di questioni su musica e peer-to-peer, nel tentativo di informarsi sulla qualità dei “brani che si scaricano”, poiché, mi dice, é un appassionato di musica classica.
Ne capisce poco di tecnologia e non possiede un computer, ma resosi conto della straordinaria diffusione del fenomeno, chiede lumi per decidere se sia un’alternativa valida all’acquisto dei CD. Gli spiego brevemente i concetti alla base della condivisione e della decentralizzazione dei servizi peer-to-peer e il settantenne non esita a supporre che “la situazione debba cambiare” e che “il peer-to-peer” possa essere un’opportunità per le stesse aziende discografiche.
Da non credere. Ci é arrivato da solo, in quattro e quattr’otto.
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Realizzavo ieri che leggo 
