Traditional (ignorant) media
Giovedì, 12 Aprile 2007
Al sottoscritto, abituato al totale silenzio mediatico su eventi e strumenti tecnologici legati al web 2.0 (pardòn, ad esclusione del digital bullism!) fa piuttosto impressione leggere un resoconto come quello che i twitters hanno ricevuto questa mattina in inbox (che traduco in seguito):
[...] Il Financial Time ha dedicato un articolo in prima pagina a Twitter, seguito da una tempesta di informazioni provenienti dal New York Post, da TIME Magazine, da Newsweek, dal New York Time, da MIT Technology Review, da USA Today e molti altri.
Un giornalista della televisione locale ha addirittura visitato i nostri uffici un pomeriggio! [...]
A proposito di digital bullism (lo scrivo in questi termini, ovviamente, come presa in giro), qualcuno glielo potrebbe spiegare, per favore, che gli scherzi fra studenti o compagni (di scuola, s’intende) sono sempre esistiti, anche prima dei videofonini e di YouTube? Se avessi davanti i giornalisti che alimentano quotidianamente questa ridicola bolla mediatica gli direi (…You non capisc un Tube! Kiddin’) di smettere di avere paura.
Chiunque sfrutti quotidianamente un Feed Reader per aggregare numerose fonti d’informazione avrà percepito almeno una volta la necessità di filtrare i contenuti di un RSS, al fine, ad esempio, di eliminare articoli riguardanti uno specifico argomento o contenenti un riferimento preciso a un’azienda o a un servizio.
