Leopard: partenza con il piede sbagliato
Venerdì, 26 Ottobre 2007
Premesso che non c’é stato alcuno scambio di identità e che sono davvero io, Marco Cattaneo, a scrivere questo articolo, vi confesso che, dopo un paio d’ore d’uso del nuovo MacOSX 10.5 - per gli amici Leo - la mia prima impressione sul nuovo sistema operativo Apple é tutt’altro che entusiasmante.
Delineando in breve le mie primissime osservazioni:
- installazione problematica (GULP!);
- prestazioni in linea (o poco inferiori) al predecessore Tiger;
- l’interfaccia grafica appesantita e, a mio giudizio, meno gradevole della precedente;
- finder migliorato, ma non rivoluzionato e, se possibile, più lento del precedente;
- sensazine generale di “pesantezza” durante l’uso del sistema.
Setup
Al contrario di Panther e Tiger, Leopard non richiede alcuna informazione o scelta all’atto della sua installazione su un sistema precedente: apparentemente (a meno che io non abbia preso un grosso abbaglio) non é possibile scegliere fra “upgrade” e “archivia & installa”, ma la procedura guidata prosegue automaticamente con l’opzione di aggiornamento. (Che, come potete immaginare, NON avrei voluto seguire).
Il primo avvio del mio MacBook Pro dopo circa 50 minuti di setup (erroneamente segnalati come 2 ore e 15) fallisce miseramente, con uno “stallo” di oltre 15 minuti, che mi costringe a un reboot forzato.
Il secondo avvio, liscio come l’olio, mi lascia perplesso e mi fa riflettere su cosa possa essere accaduto prima..
Il primo log in richiede oltre cinque minuti: palle colorate che girano (e non solo quelle di leo..), inspiegabili esitazioni.
Leo? Sei proprio tu ? L’etichetta sul pacchettino che UPS mi ha consegnato dice “Apple”.
Prestazioni
Il nuovo Leopard, al contrario delle ultime due major release che ho avuto il piacere di installare, non mi ha dato l’impressione che le prestazioni dei miei Mac (entrambi Intel e multicore) siano migliorate, tutt’altro. Il presentimento percepito (dopo aver lasciato concludere la reindicizzazione del disco a Spotlight) é di generale pesantezza del sistema.
GUI
La nuova menu bar traslucida, il dock 3D e il nuovo colore “canna di fucile”, che caratterizza l’interfaccia del nuovo OSX non mi piacciono per nulla. L’eleganza di acqua sembra essere stata accantonata per uno stile più pacchiano a la’ Vista.
Finder
Un’altra piccola grande delusione: lo storico Finder si rinnova in piccoli dettagli, ma non regala alcuna emozione, anzi, al contrario, si presente più lento e pachidermico del precedente. Grazie a Dio, su questo fronte, Path Finder ha fatto passi da gigante, tali da non farmi rimpiangere la sua scelta.
La mia piccola overview si ferma qui, dopo due ore circa d’effettivo utilizzo.
Ne riparliamo prossimamente..

