Social media users: non abbiamo più nulla di privato?
17 Settembre 2008 - di Marco Cattaneo
Come molti di coloro che mi leggono - per non dire la totalità - uso diffondere quotidianamente informazioni personali, dal carattere tendenzialmente privato, su una miriade di network sociali, blog e form compilati quotidianamente in rete: i luoghi che raggiungerò su Dopplr, le persone che conosco su LinkedIn, gli eventi ai quali parteciperò su Facebook, le foto su Flickr, i ristoranti preferiti su Duespaghi, con esperienze professionali, recapiti e stati d’animo sullo status dei vari Twitter e blog.
Recenti conversazioni con una persona particolarmente attenta alla propria privacy mi stanno facendo riflettere sulle tematiche della riservatezza e della diffusione pubblica di informazioni personali (alla quali francamente non sono mai stato particolarmente sensibile, poiché sono cresciuto nell’ottica della condivisione delle informazioni).
La domanda che mi e vi pongo é la seguente: siamo noi ad aver dimenticato cosa significhi discrezione riguardo alla nostra vita privata, chi conosce poco la rete ad aver ingiustificatamente paura per la propria privacy o una meno evidente combinazione delle due ipotesi?
E poi: avete mai riflettuto su quanto la vostra personale scelta di condividere informazioni personali in rete influenzi le persone che vi stanno accanto?
Ho 25 anni, lavoro nell’IT e utilizzo quotidianamente una connessione a Internet dall’anno ‘94, spendendo online sempre più ore della mia vita.
Le sospirate vacanze sono ormai giunte al termine, ma sono molto soddisfatto e felice per almeno due ragioni. Innanzitutto ho avuto modo di riposare, recuperare energie ed esser pronto per gli obiettivi personali e professionali che mi attendono sino a fine anno. In secondo luogo perchè, durante le ultime due settimane, ho fatto una delle cose più cool ed attese della mia vita: il corso NLP Practitioner per la specializzazione di primo livello in 