L’importanza della Net Neutrality
Lunedì, 17 Settembre 2007
In risposta all’appello di Marco sul tema della Net Neutrality, mi sono ritrovato avere seri dubbi, che non mi consentivano di esprimere una chiara opinione in proposito.
Vi chiedo un aiuto nel tentativo di ritrovare il bandolo della matassa.
La Net Neutrality, descritto come principio “puro”, consiste nel promuovere le pari opportunità del traffico che scorre attraverso l’infrastruttura della rete Internet, in totale assenza di filtri o discriminazioni applicate a una specifica tipologia di dati (traffico VoIP piuttosto che Peer-to-Peer), che possano promuovere gli specifici interessi economici di un’azienda o di un governo, piuttosto che garantire la libertà di comunicare e accedere alle informazioni di ogni individuo.
Si ipotizza, pertanto, che non sia facoltà di un ISP definire differenti priorità di trasporto per differenti servizi, né facoltà di uno stato (come già accade per quello italiano) di inibire l’accesso a determinati siti Internet (nemmeno avvertendo a priori i propri utenti).
Concordo con il principio di massima, tuttavia: come conciliare l’illegalità di determinate pratiche o contenuti (parlo, ad esempio, del traffico P2P o della diffusione di informazioni che favoriscano pratiche terroristiche) e la “proprietà privata” dell’ultimo miglio d’infrastruttura di ogni provider (siamo davvero certi che non sia lecito definire cosa passi per il proprio “tubo” ?) con la necessità generale di neutralità del traffico?
Non sono certo che la questione sia così semplice come appare (né a mio favore, né a favore di coloro che promuovono la net neutrality senza “se” o senza “ma”).
Non sono riuscito ad inviduare, d’altronde, ambiti simili nei quali applicare similmente il diritto alla neutralità.
Sapete aiutarmi?
Alcuni mesi fa 