Archivio per la categoria ‘Tecnologia futura’

Precarietà dell’idea di precarietà

Lunedì, 9 Giugno 2008

Ogni qualvolta a un blogger o a un’appassionato di tecnologia verrà in mente di parlare di precarietà - come oggi é molto di moda - potrà rileggersi l’articolo di stamani di Luca Conti, del quale riporto un solo passaggio:

Un articolo recentemente pubblicato sul Wall Street Journal lo spiega molto bene: la nuova frontiera dell’America oggi è l’impresa personale, potenziata dalla pervasività della tecnologia e di Internet. A sostegno di questa tesi vengono portati casi concreti, dati statistici, indagini demoscopiche sui giovani americani. Negli USA oggi il posto fisso è visto come il male; in Italia probabilmente siamo ancora lontani da questa percezione, ma ci arriveremo anche noi, piano piano.

Qual é la mia opinione sulla percezione tutta italiana del posto fisso come panacea di tutti i mali ?

Ritengo che serva molta più determinazione, impegno e fiducia in se stessi di quanto i giovani d’oggi possiedano per fondare il proprio futuro sulle proprie forze e sulla propria passione, piuttosto che su un indissolubile patto con il diavolo che garantisca loro uno stipendio vita natural durante.

iPhone 2.0: profezia di una rivoluzione

Martedì, 20 Maggio 2008

Benché sia stato costretto a “sospendere” alcune fonti dal mio aggregatore per la spropositata quantità di articoli sul futuro iPhone pubblicati (che mi avevano davvero stancato), non posso non dimostrare la mia incoerenza dedicando qualche riga profetica sul futuro dello smartphone Apple.

Scambiando quattro chiacchiere con alcuni colleghi (iPhone user, sistemisti ed appassionati storici di tecnologia come il sottoscritto) durante un coffee break, mi sono reso conto che l’impressione comune fosse la medesima: se Apple adottasse una politica di pricing aggressiva (o segmentasse il target con versioni differenti del prodotto) e rilasciasse l’”iPhone 2.0″ (che per principio non chiamo 3G, poiché non sarà quella la caratteristica determinante) in contemporanea planetaria, le conseguenze per il mercato della telefonia mobile sarebbero rivoluzionarie, quanto devastanti (mortali?) per la maggior parte dei competitor.

Alcuni segnali mi lasciano pensare che la scossa sarà percepita ovunque: scorte attualmente esaurite prepareranno l’”onda” di acquirenti per il rilascio del nuovo prodotto, il cui rilascio farà guadagnare parecchi punti in borsa e, soprattutto, parlare di se.

Uno dei colleghi di cui sopra, appena rientrato da un tour negli States, ha riferito: «Gli iPhone, negli USA, sono ovunque. Soprattutto in mano alle persone».

Mi aspertto uno stravolgimento quasi epocale. Mi sbaglierò?

Concludete voi / Come fare divulgazione?

Martedì, 2 Ottobre 2007

Social NetworkQualcuno di voi lo chiede a me ed io ripropongo la questione come riflessione comune: cosa significa fare divulgazione? come e quando mettere in atto questa pratica ?

Soffermiamo la nostra attenzione sul significato del termine, innanzitutto.

divulgare: parlare tra il volgo, render comune, generale. Render pubblico, far noto a tutti: riferito a notizie, fatti…

(via Etimo)

Rendere comune, pubblico, significa evidentemente operare fuori dal consueto ambito nel quale l’argomento oggetto della divulgazione é già chiaro e conosciuto. Primo errore comune: tentare di fare divulgazione tramite strumenti che operino esclusivamente nel suddetto ambito. (come i Blog, per parlare di tecnologia!!).

Relativamente al quando, suggerisco come idea nella personale quotidianità offline, con chiunque ci stia attorno e dimostri curiosità.

Infine, per il come, azzarderei sfruttando un’evidente o sopita necessità, ovvero partendo dal problema che determinate tecnologie possono risolvere (lo sviluppo di relazioni professionali, per i social network; l’accesso alla pubblica opinione, a notizie di prima mano, per i blog; la condivisione e la collaborazione della informazioni in azienda, per i wiki; etc.), risalendo, quindi, al perché farlo attraverso nuovi canali piuttosto che tramite quelli tradizionali, sino ad arrivare a parlare del mezzo vero e proprio, che potrà essere descritto schematicamente per flussi logici.

Cosa ne pensate?

Collaboriamo per porre le basi del futuro di ciò che ci sta a cuore (e perdonatemi se vi sono sembrato troppo “teorico”).