Articoli: ‘Riflessioni e approfondimenti’


Google Internet? pensateci prima

Lunedì, 16 Aprile 2007

Google LogoTiziano e, a monte, Google Blogoschope ironizzano sulle recenti acquisizioni strategiche effettuate da Google Inc. fra colossi dell’informazione e provider di servizi 2.0, ponento l’accento - come é già ampiamente avvenuto nella blogosfera italiana - sulle connesse problematiche di libertà e privacy per gli utenti.

Francamente, a proposito a questa tendenza, non ho alcuna preoccupazione. Come ho l’impressione di aver già scritto in passato, non saprei davvero giudicare quale sarebbe il male minore fra il frammentare le proprie informazioni sugli hard disk di mille piccole realtà (spesso non regolate da concrete norme sulla conservazione e il trattamento dei dati) o concentrarle in mano a una sola grande azienda, che (forse) potrebbe decidere di non venderle, consultarle o distruggerle da un giorno all’altro.

Una cosa é certa: Google Inc. ha compreso, forse prima di tutti gli altri, che possedere il controllo delle informazioni é molto più importante e redditizio che non chiedere l’obolo all’utente finale per il singolo servizio offerto. E su questo concetto sta costruendo il suo impero.

Sono probabilmente gli stessi utenti a compiere l’errore più grave, considerando erroneamente che scegliere di utilizzare un servizio gratuito (e depositarvi parte della propria vita digitale) non comporti oneri, rischi o possibili violazioni della loro sicurezza e privacy.

I suddetti rischi, per concludere, sono piuttosto ovvii, oltre che inevitabili. L’importante é che ne siate coscienti.

Tecnologia e divulgazione, superare la paura

Sabato, 7 Aprile 2007

Innovazione, RiflessioniUn passo fondamentale per comprendere le potenzialità della tecnologia che circonda la vita di chiunque - di coloro che vi sono immersi da capo a piedi, di quelli che la utilizzano proficuamente solo sul lavoro, dei molti che la evitano sinché non hanno alternative e della gran parte che gli preclude l’ingresso fra le proprie abitudini - per comprendere le potenzialità della tecnologia, dicevo, é indispensabile, innanzitutto, smettere di averne timore e, in secondo luogo, comprendere quanto sia semplice trarne enormi vantaggi, oltre a pura meraviglia (di quest’ultimo aspetto tratterò in futuro).

Mi rendo conto di quale enorme muro stia chiedendo di abbattere a coloro che non supportano nemmeno di sentirne parlare, ma tale sforzo é indispensabile per non incorrere nell’inettitudine e nell’ignoranza digitale nella quale si sentiranno sprofondati entro pochi anni.

Il presupposto per compiere il primo passo verso la minima alfabetizzazione digitale può risiedere solo in una spontanea (o indotta) curiosità o in una reale e concreta necessità. Poiché una reale necessità potrebbe incorrere solo in futuro remoto, cari appassionati del primo gruppo (”..coloro che vi sono immersi da capo a piedi..”), lavoriamo per generare pubblica curiosità su qualunque tematica inerente l’innovazione. Prima fra tutte i blog e i vantaggi dell’informazione non mediata diffusa tramite questo mezzo. (Se c’é qualcosa di buono in quel che fa Grillo..)

Ecco il motivo per cui la mia definizione di blog, evidentemente indirizzata a un soggetto estraneo al fenomeno, volle sfruttare simbolismo e metafore: per suscitare interesse, lasciando al singolo l’avventura di scoprire di cosa si trattasse.

Mi verrebbe voglia di stampare su carta il mio stesso articolo (assieme ad altri simili) e seminarne letteralmente copie sulla mia strada quotidiana. E, perché no, potrei davvero farlo.. (Se ne trovate in centro storico a Roma ora sapete da dove arrivano!)

Che cosa ostacola l’approccio alla tecnologia nelle persone meno ricettive oltre alla paura? Scontato, ma ancora attuale, parlare generalmente di semplicità d’uso, di software con interfacce user-friendly e di una logica d’utilizzo lineare. Da quando, alcuni anni fa, abbracciai la filosofia Apple (sembra quasi stia parlando di una religione e in un certo senso..), ho individuato un nutrito gruppo di persone assolutamente non attratte dalla tecnologia (ma mosse da specifiche necessità) riscoprire potenzialità inaspettate nei loro iBook/MacBook, divenuti improvvisamente “compagni inseparabili” nella vita quotidiana. Poter trascurare blu-screen (un collega - in proposito - mi riferiva di averne già visti anche in Vista), virus e antivirus, consente alle persone di concentrarsi su ciò che realmente vogliono produrre.

Ragion per cui, oltre a generare curiosità, dobbiamo consigliare piattaforme realmente innovative, che costituiscano un mezzo “trasparente” attraverso il quale giungere ad altri fini e che non divengano loro stesse la finalità del loro utilizzo. (Studiandole e tenendole in debita considerazione, se ancora non le conosciamo!)

Siamo in grado di indurre curiosità, convincere e consigliare per la via più semplice per favorire la diffusione della tecnologia?

Divulgazione impossibile: la tecnologia non interessa

Giovedì, 8 Marzo 2007

EmailL’analisi di alcuni case studies, fra i quali uno particolarmente eclatante - la mia ragazza - mi consente di esprimere con maggior cognizione di causa la mia opinione in merito alla divulgazione di tecnologia e new media nella quotidianità dell’italiano medio: le opportunità offerte dalla tecnologia non interessano e non stimolano a sufficienza le necessità delle cosidette “persone comuni.

La semplicità d’uso e l’accessibilità dei servizi online non costituiscono gli ostacoli primari alla loro diffusione, da invidividuare, in realtà, nella pigrizia, nella poca consapevolezza delle potenzialità offerte e nella scarsa curiosità rivolta a un mondo sconosciuto.

Parliamoci chiaro: quando sorge la necessità inderogabile di affrontare una problematica o svolgere un’operazione attraverso la rete, si smuovono mari e monti, si reperisce un accesso alla rete e ci si arrangia nel tentativo di risparmiare sulle prossime vacanze all’estero o su una lunga fila in banca per effettuare un bonifico, ma ogni qualvolta vi sia una seppur minima alternativa di poter evitare una connessione all’oscuro cyberspazio (già, lo chiamano ancora così..), ci si adagia nel limbo di una vita 1.0, dove piuttosto che installare una linea ADSL, si preferisce consultare la vecchia cara enciclopedia cartacea che giace impolverata sullo scaffale.

« Per quale motivo non ti dedichi a scoprire cosa Internet ti può offrire oltre al downoad (legale) di pochi brani musicali al mese o all’invio di missive ai tuoi amici all’estero? Nessuna curiosità su ciò che non conosci così bene come pensi ? »

La risposta é più volta stata: « Perché non ne ho bisogno »

Nessuna consapevolezza della direzione nella quale la vita quotidiana li condurrà in futuro; dei requisiti che i prossimi datori di lavoro esigeranno o dei nuovi traguardi che conoscenza e cultura possano raggiungere grazie alla rete.

Generalizzo eccessivamente?

Qual é la vostra opinione? Trovate riscontro nelle argomentazioni che ho ascoltato?

Personalmente ne esco assolutamente distrutto e sconfortato: non é sufficiente la curiosità per spingere le persone ad affrontare la tecnologia, che gli semplificherà ed arricchirà la vita da qui in avanti ?