Un passo fondamentale per comprendere le potenzialità della tecnologia che circonda la vita di chiunque - di coloro che vi sono immersi da capo a piedi, di quelli che la utilizzano proficuamente solo sul lavoro, dei molti che la evitano sinché non hanno alternative e della gran parte che gli preclude l’ingresso fra le proprie abitudini - per comprendere le potenzialità della tecnologia, dicevo, é indispensabile, innanzitutto, smettere di averne timore e, in secondo luogo, comprendere quanto sia semplice trarne enormi vantaggi, oltre a pura meraviglia (di quest’ultimo aspetto tratterò in futuro).
Mi rendo conto di quale enorme muro stia chiedendo di abbattere a coloro che non supportano nemmeno di sentirne parlare, ma tale sforzo é indispensabile per non incorrere nell’inettitudine e nell’ignoranza digitale nella quale si sentiranno sprofondati entro pochi anni.
Il presupposto per compiere il primo passo verso la minima alfabetizzazione digitale può risiedere solo in una spontanea (o indotta) curiosità o in una reale e concreta necessità. Poiché una reale necessità potrebbe incorrere solo in futuro remoto, cari appassionati del primo gruppo (”..coloro che vi sono immersi da capo a piedi..”), lavoriamo per generare pubblica curiosità su qualunque tematica inerente l’innovazione. Prima fra tutte i blog e i vantaggi dell’informazione non mediata diffusa tramite questo mezzo. (Se c’é qualcosa di buono in quel che fa Grillo..)
Ecco il motivo per cui la mia definizione di blog, evidentemente indirizzata a un soggetto estraneo al fenomeno, volle sfruttare simbolismo e metafore: per suscitare interesse, lasciando al singolo l’avventura di scoprire di cosa si trattasse.
Mi verrebbe voglia di stampare su carta il mio stesso articolo (assieme ad altri simili) e seminarne letteralmente copie sulla mia strada quotidiana. E, perché no, potrei davvero farlo.. (Se ne trovate in centro storico a Roma ora sapete da dove arrivano!)
Che cosa ostacola l’approccio alla tecnologia nelle persone meno ricettive oltre alla paura? Scontato, ma ancora attuale, parlare generalmente di semplicità d’uso, di software con interfacce user-friendly e di una logica d’utilizzo lineare. Da quando, alcuni anni fa, abbracciai la filosofia Apple (sembra quasi stia parlando di una religione e in un certo senso..), ho individuato un nutrito gruppo di persone assolutamente non attratte dalla tecnologia (ma mosse da specifiche necessità) riscoprire potenzialità inaspettate nei loro iBook/MacBook, divenuti improvvisamente “compagni inseparabili” nella vita quotidiana. Poter trascurare blu-screen (un collega - in proposito - mi riferiva di averne già visti anche in Vista), virus e antivirus, consente alle persone di concentrarsi su ciò che realmente vogliono produrre.
Ragion per cui, oltre a generare curiosità, dobbiamo consigliare piattaforme realmente innovative, che costituiscano un mezzo “trasparente” attraverso il quale giungere ad altri fini e che non divengano loro stesse la finalità del loro utilizzo. (Studiandole e tenendole in debita considerazione, se ancora non le conosciamo!)
Siamo in grado di indurre curiosità, convincere e consigliare per la via più semplice per favorire la diffusione della tecnologia?