Articoli: ‘New Media’


Quickies@MCWL /2

Venerdì, 28 Dicembre 2007

Quickies@MCWL - TumblogAperiodico di pensieri, parole e citazioni dal mio Tumblog.

Crisi d’astinenza

Sfoglio l’aggregatore, tengo a mente due spunti e scrivo un articolo su MCWL; poi, improvvisamente, sento il pizzico alle dita e digito twitter.com per comunicare ai miei twitterfriends un’idea che avevo in testa, ma il sito web mi risponde:

Twitter is offline for scheduled maintenance. This includes the Twitter.com web site, SMS interaction, IM interaction, and even API projects.

E’ un po’ come se avessi avuto bisogno di un’amica e il suo cellulare fosse stato spento; come se fossi tornato a casa sperando di trovare il sorriso della mia ragazza, senza essermi reso conto di averla lasciata quattro mesi fa. Come aver finito la birra quando se ne ha molta voglia.

Bel pensiero natalizio

In azienda, di questi tempi, siamo soliti organizzare la spedizione di alcuni omaggi natalizi per i migliori clienti. Pochi giorni prima che la spedizione venisse finalizzata, un cliente ci recapita un fax che cito:

Gentile Fornitore,

siamo certi che il miglior modo per avviare e preoseguire una proficua collaborazione commerciale consista nella qualità dei prodotti e servizi e nella serietà e corretteza dei rapporti, elementi questi che sono alla base di ogni nostra decisione.

Riteniamo quindi non necessario l’invio di omaggi presso la nostra sede, come avvenuto lo scorso anno in occasione delle festività e in particolare del S. Natale, per consolidare i nostri rapporti di lavoro.

Quindi, l’unico dopo che possiamo accettare da Voi é la condivisione di questi valori e il vostro prezioso supporto per raggiungere obiettivi di successo.

Anche se qualche collega ci ha riso su, personalmente ho apprezzato il gesto.

Ce ne fossero di più di amministratori con la stessa mentalità di questo nostro cliente!

Da Marketing Usabile: Questioni personali?

 

La cultura della personalizzazione e dell’on demand tende a radicalizzare le posizioni, solitamente ognuno ama leggere i contenuti e le opinioni con cui è tendenzialmente d’accordo e questo non è un bene.In Italia manca la cultura della dialettica ed ogni divergenza è sempre una questione personale.

Il dissenso non deve essere sempre preso come attacco personale, non sempre lo è, spesso anche io me lo dimentico.

Buon Natale! (con sentimento e non con banalità)

Sabato, 22 Dicembre 2007

ist2_4571064_christmas_tree.jpgDifficile essere originale nel post dell’antivigilia: ci si aspetta Auguri di Buon Natale da amici vicini e lontani e, anche da queste parti, la tradizione verrà rispettata in pieno.

Festività un po’ sottotono, per quanto mi riguarda, ma, come si dice in questi casi, arriveranno sicuramente tempi migliori!

Che siate credenti o non, desiderosi di regali e affetto o semplicemente ansiosi di iniziare un nuovo anno di prosperità (e, come di consueto, speriamo sia meglio di quello appena concluso), a tutti voi che mi leggete va il mio più caro augurio di buon Natale e buone feste!

Con l’occasione (non per arruffianarmivi, giuro!) a tutti coloro che, in quest’anno, mi hanno donato notizie, approfondimenti, commenti, cultura, ricette, ricordi o piacevoli scorci di vita vissuta, regalo un link, che per me equivale ad un piccolo pensiero natalizio.Ringrazio quindi (in rigoroso ordine quasi sparso):

Tevac, Mac Blog, Macity, Lele, Paolo Valdemarin, Luca Mascaro, Simone Carletti, Ludo, Dario Salvelli, Kurai, Roberto, Nicola Mattina Blog, Alberto Mucignat, Alberto Nardelli, Andrea Beggi, Luca Pandemia Conti, Marco Camisani Calzolari, Robin Good, Maestrini, Alberto, Tiziano Fogliata, Luca Togni, VoipBlog, Alberto D’Ottavi, Maxime, Davide Pozzi, Giovy, Davide Salerno, Gianni Amato, The Contrarian, Francesco Gori, Business Unusual Blog, Le Relazioni Peric.., Marketing Routes, Maurizio Goetz, [mini]marketing, Amparo, Nomadi e Bit, Garbaland, Samuele Silva, Pasta mista, Giovanni Dragone, Ninna, mamma in corriera, Clarita, il sentiero giusto, bordighera-torino-ar, millefoglie, Paul The Wine Guy, Pixel, Piazza Roma, Sasaki Fujika, Senza panna.

Marco

Web 2.0 e imprese, il mio punto di vista

Lunedì, 15 Ottobre 2007

Web 2.0In un pomeriggio di minor impegno, dopo aver completato le pulizie di primavera nel mio LinkedIN network, ho ragionato su una question che un membro del medesimo s.n. ha proposto ai propri contatti, di cui faccio parte.

A.S. scrive:

Quali sono i cambiamenti dell’organizzazione e del lavoro a seguito dell’avvento del Web 2.0?

Qual è la motivazione principale che spinge le aziende ad implementare soluzioni di tipo Web 2.0?
Una survey condotta recentemente da IDC su un campione di circa mille responsabili IT, indica come risposta “Migliorare la collaborazione interna”
Altre risposte sono state
- Migliorare i servizi offerti ai clienti
- Migliorare la collaborazione con l’esterno
- Tematiche di compliance
- Volontà di sviluppare prodotti e servizi innovativi.

C’è dell’altro? E soprattutto cosa cambia e perchè nei modelli organizzativi?

Leggo e rileggo la domanda, cercando di capire cosa la mia mente rifiuti di comprendere.

Focalizzo l’attenzione sul significato del termine Web 2.0, che al sottoscritto appare talmente chiaro da essere considerato inequivocabile.

Il concetto di Web 2.0, maturato sino ad oggi nella mente di coloro che ne sfruttano quotidianamente le manifestazioni, é poliedrico e può essere analizzato dal punto di vista delle tecnologie che lo rendono possibile, degli approcci consentiti agli utenti dei suoi servizi, degli stili grafici e di layout che ne caratterizzano le interfacce e delle relazioni sociali che vengono promosse e ne scaturiscono (questo é ciò che cercai di identificare quando chiesi l’aiuto dei miei lettori, un anno fa).

Da dove sorge la difficoltà nell’individuare il significato di Web 2.0 e di classificare (come appartenenti o meno) determinati servizi ? Da dove la confusione nell’uso errato del termine ? Esattamente dalla sua molteplicità di forme e, in secondo luogo, dall’ambito nel quale il termine é nato (servizi web consumer) in relazione agli ambiti in cui, successivamente, si sta diffondendo (quello corporate, ad esempio).

Nuove tecnologie per la gestione degli user-generated contents (blog, wiki, cms in genere); nuove modalità di organizzazione dei contenuti (folksonomia); nuove reazioni e approcci da parte degli utenti che le utilizzano (partecipazione e commenti), nuove attenzioni user-centriche per grafica e design, nuove potenzialità di relazione fra gli utenti (network sociali): la presenza di questi differenti fattori si rileva senza ombra di dubbio nella totalità dei servizi online di successo degli ultimi anni, ma difficilmente si può già applicare a soluzioni e servizi aziendali d’avanguardia, con i quali condividono, invece, i soli aspetti tecnologici.

E’ opportuno parlare di Web 2.0, a mio parere, esclusivamente nell’occasione in cui ogni aspetto dell’”idea” appena definita si manifesti nella sua completezza, diversamente l’utilizzo risulterebbe improprio. (Come nel caso sopraccitato).

Veniamo ora alla risposta a quanto richiesto da A.S.

Le imprese non scelgono soluzioni “Web 2.0″ perché ne percepiscono il vero valore e poliedricità, ma solo perché coltivano l’illusione di poter ottenere un notevole ritorno economico e d’immagine, con molta semplicità e poco sforzo.

La motivazioni per le quali un’azienda dovrebbe invece farlo?

- L’idea di promuovere la collaborazione e la partecipazione del proprio staff nei processi organizzativi e decisionali;

- L’opportunità di comunicare in maniera diretta e non-mediata con clienti e fornitori;

- La possibilità - indiretta e “di riflesso” - di raggiungere nicchie di mercato per le quali difficilmente si potrebbero gestire campagne marketing tradizionali sostenibili.

Quali sono i requisiti per un corretto approccio al fenomeno?

Consapevolezza teorica di cosa sia il Web 2.0 ed esperienza da parte degli stessi manager e presidenti d’azienda, in qualità di utente, dei servizi Web 2.0 più conosciuti.

Per soddisfare tali requisiti, abbiamo sicuramente ancora molto da lavorare..