Blog e libertà d’espressione
Lunedì, 16 Giugno 2008Senza fare di una notizia dell’inutile sensazionalismo, ammetto che a leggerne di simili, mi rallegro di avere un blog ospitato su server stranieri.
Senza fare di una notizia dell’inutile sensazionalismo, ammetto che a leggerne di simili, mi rallegro di avere un blog ospitato su server stranieri.
Senza grandi pretese, ma con il solo obiettivo di fornire qualche spunto di riflessione, riprendo volentieri un articolo di Senzastile di questa mattina dal titolo “Quanto conta l’aspetto di un blog?“, per una breve digressione sulle connotazioni comunicative che il layout grafico può avere per un blog professionale quanto per uno personale.
La scelta di un template grafico opportuno e la relativa personalizzazione influenzano pesantemente l’impatto della nostra comunicazione, sia sul visitatore occasionale che su quello maggiormente fidelizzato, già abituato alle sovrastrutture che accompagnano il nostro codice.
Benché la maggior parte dei temi gratuiti siano piuttosto omologati, piccoli accorgimenti e customizzazioni nella gestione degli spazi - anche quelli vuoti! - possono favorire la focalizzazione dell’attenzione del lettore e l’immediatezza nella trasmissione del vostro “messaggio”.
La presenza di simbologia adeguata - ben visibile, magari in fondo a ogni articolo - può condurre un casuale avventore a sottoscrivere il vostro feed o, magari, a proseguire la lettura di articoli correlati. Se comprenderà quali argomenti sono trattati nel vostro blog, potrebbe decidere di tornare consapevolmente a leggervi (curate titolo e sottotitolo; categorie e tag e assicuratevi che riflettano realmente la rilevanza dei vostri temi!)
Il posizionamento dell’advertising contestuale nelle aree maggiormente calde (che siete voi a dover rilevare a priori!) favorisce una più efficace monetizzazione (ma personalmente non interromperei un articolo per proporre pubblicità!)
L’accessibilità di contenuti di repertorio attraverso percorsi originali e alternativi rispetto al classico “archivio mensile” incrementerà le vostre pageview e le impression di eventuali banner/annunci.
Benché io non sia molto portato a farlo (preferisco sperimentare molto sulla grafica delle mie pagine) , non dimenticate che mantenere inalterato nel tempo l’impianto grafico del vostro blog favorisce l’identificazione visuale della “paternità” dei vostri articoli. In proposito, considerate anche che la loro visualizzazione completa tramite il feed, benché sia un vantaggio per i vostri lettori, può generare l’effetto contrario! (disassociarne la paternità con il vostro blog!)
Avevate già scelto di adottare gli accorgimenti elencati sopra? Ne avevate considerato l’impatto effettivo in termini di ritorno d’immagine/economico?
Ammetto di condividere con Paul un discreto divertimento e una certa soddisfazione nel leggere la comunicazione di sospensione di Blogbabel.
Forse le discussioni e le reazioni di alcuni hanno davvero infastidito Ludo & co. ? o la sospensione e l’annuncio pubblicato lasciano chiaramente trasparire quanto si attenda l’acclamazione dei blogger per riaprire e poter legittimare le azioni passate, presenti e future, senza rispetto e considerazione per l’opinione della collettività che vorrebbero rappresentare?
Mi domando per quale motivo la questione tumblr e rimozione dalla classifica non siano state sottoposte al pubblico giudizio con un referendum al quale richiamare i blogger iscritti, piuttosto che discusse “in disparte” per poi indignarsi al primo segno di contrarietà (assolutamente legittima e parecchio scontata) per decisioni provenienti dall’alto.
Chi mi segue conosce già la mia posizione sulla tanto criticata babele (qui, qui e qui) e sa anche che sono stato il primo a richiedere la rimozione dalla classifica, rivendicando il diritto di scegliere in qualche directory il mio blog compaia o non compaia. Google, Technorati e qualunque altro indice consente di farlo, per quale motivo BlogBabel no?
Lo stesso Ludo mi scrisse che la ragione non era di natura tecnica, ma dettata da una politica precisa:
La nostra posizione è non cancellare nessuno, diamo un servizio […] e il servizio è fatto in gran parte dai dati. Se iniziamo a togliere blog, diamo un servizio peggiore.
La questione dei tumblog, invece, la ritengo piuttosto banale. Rappresentare perfettamente l’atteggiamento di focalizzare l’attenzione sul nocciolo sbagliato della questione, di ricercare problemi dove non esistono e di polemizzare per il gusto di farlo.
Cambiando argomento, sono davvero curioso di osservare con quali novità o ritocchi blogbabel tornerà online.. Magari senza classifica pubblica - per dimostrare quanto il memetracker sia divenuto importante - e per risvegliare le discussioni, distogliendo l’attenzione da quei falsi equilibri che sembrano essersi ormai radicati nelle menti di alcuni blogger.
Concordo con Maurizio: speriamo vivamente che si riprendano le conversazioni, si tralascino le polemiche e che di questo genere di classifiche non si senta più parlare per lungo tempo.