Mi rendo conto di aver peccato di superficialità.
Quando scrissi “blog e metablog”, evidentemente, non avevo apprezzato questo media come strumento di collaborazione e scambio d’opinione fra professionisti. Ne riconoscevo il valore comunicativo, ma non ne assaporavo l’aspetto interattivo.
Il dubbio di aver sottovalutato una considerazione importante mi venne quando lessi il commento del Camisani, che scrisse:
Per quale motivo scrivete voi sui vostri blog? Io per comunicare con chi mi è vicino professionalmente. Una specie di conferenza aperta coi miei attuali e potenziali partner.
Il concetto di “conferenza aperta” mi entusiasmò a tal punto da farmi riconsiderare le consuete abitudini di lettura dei weblog stranieri, riscoprendovi un gran valore comunicativo e formativo, del quale la maggior parte dei blog italiani é ancora molto carente.
Dispiace, in effetti, dover risalire tre livelli di link per ottenere notizie e considerazioni di prima mano (spesso il valore aggiunto apportato da alcuniquoter é molto limitato), ma devo riconoscere che la diffusione delle idee di visionari d’oltreoceano sia una missione inestimabile. Non c’é che dire: loro sono avanti.
Rimango dell’idea che sia opportuno non esagerare con il trackback (benché si ottengano ottime referenze e pubblicità gratuita) e che sia necessario valutare il vero valore dei blog che si leggono.
Concludo con una nota polemica (poiché fa parte della mia natura più recondita): se i migliori weblog italiani sono i 100 più popolari individuati dalla top100 di Qix.it (nessuna critica a Ludo, opera lodevole!), sarà decisamente il caso di volgere lo sguardo altrove..