Leggo più volte (solo un esempio), ho scritto e scrivo io stesso che la blogosfera stia assumento sempre più un carattere elitario, autoreferenziale, ristretto.

E il BarCamp, di riflesso, ha presentato problematiche simili e generato un po’ di inquietudine in coloro che non facevano parte della rinomata cerchia dei blogger influenti.
E’ piuttosto normale che sia più semplice socializzare, intrattenersi e discutere nella cerchia di amici e conoscenti (nella vita reale come nella blogosfera), piuttosto che sforzarsi di introdurre in questo ambito nuovi soggetti che possano apportare maggior valore alle discussioni e agli argomenti trattati.
Pochi sono aperti e disponibili a farlo, e arrivano a lottare perché questo avvenga, perdendosi in interminabili e discussioni, in difesa della diffusione della cultura digitale.
Serve maggior apertura a nuove fonti e a nuovi scenari dai quali attingere e a nuovi soggetti ai quali consentire di discutere apertamente.
La miopia di alcuni fra gli influenti é piuttosto lampante.
Lo é, allo stesso modo, la disponibilità, la cortesia, il desiderio di conoscere ed entrare in contatto di molti altri, che, guarda caso, oltre a possedere una consolidata e flessibile cultura digitale, dimostrano di volerla diffondere e di avere principalmente a cuore l’innovazione, a differenza di coloro che tengono esclusivamente alla propria, unica opinione.
D’altra parte, fra quest’ultimi, qualcuno perde decine di iscritti al proprio feed RSS (e ironizza sul fatto di chiudere battenti) a causa del minor interesse che la sua opinione suscita nei suoi lettori..
Servono, forse, blogger 2.0, aperti al cambiamento, disponibili a discutere e a mettersi in gioco; pronti a sfruttare ogni strumento per aumentare l’interazione di conoscenti e sconosciuti; che comprendano due fondamentali principi:
(a) bloggare di tecnologia ha senso solo se si apporta maggior valore a ciò di cui si parla (una delle prime cose che scrissi nella mia carriera di blogger),
(b) un’importante opera quotidiana che possiamo compiere tramite il blogging é diffondere cultura digitale per ridurre il digital divide cercando di raggiungere più lettori, che siano messi nelle condizioni di comprendere ciò che leggono, aiutati da UI semplici da utilizzare e contenuti chiari e documentati.
Servono sicuramente lettori 2.0, pronti a recepire il cambiamento e ad adeguare le loro abitudini, realmente disponibili a discutere e a confrontare le loro opinioni, ad apprendere e a modificare le loro modalità di fruizione dell’informazione.
Vogliamo agire da blogger e lettori 2.0 ? Decidiamo di dichiaraci tali ?