Chi sono e dove vado? Coltivare l’arte di comunicare per vendere.
30 Maggio 2008 - di Marco Cattaneo
Quello che vi accingete a leggere é l’articolo più personale e difficile da scrivere che abbia mai pubblicato su questo blog e per il quale - lo devo ammettere - avrei voglia di ascoltare in coro i pensieri di chi mi legge: riguarda la formazione e le competenze di chi si occupa di marketing e comunicazione tramite i nuovi media.
Negli ultimi sei mesi un vortice di domande frullano vorticosamente nella mia mente: «Che cosa farò da grande? Possiedo le competenze necessarie per proseguire la strada che ho deciso di intraprendere per occuparmi di comunicazione, marketing e vendite online? Come posso accrescere le mie competenze in questo settore? Come posso sapere di averle ottenute? Come posso stimare il mio “valore” su questo mercato? E’ necessario focalizzare l’attenzione su un ambito più specifico per essere più competitivo?»
Piccolo passo indietro.
Sono ligure, nato “in provincia” e, visceralmente appassionato dalla tecnologia dall’età di 12 anni, ho sempre lavorato per accrescere le mie competenze tecniche sapendo che avrei sfondato, come si suol dire, in questo settore. Ho aperto la mia prima partita IVA il giorno successivo al mio diciottesimo compleanno; ho cambiato regione, lasciato la mia famiglia e tutto ciò che avevo per iniziare a lavorare in una grande metropoli appena un anno dopo. Ho sempre sentito di possedere ciò che serviva per vendere il mio prodotto e, consapevole di poterlo valorizzare grazie alla mia attitudine a comunicare il mio entusiasmo, non ho mai esitato nelle mie scelte. Nemmeno in quelle più difficile e contestate (come il fatto di non frequentare alcuna facoltà universitaria). Qualche anno dopo le circostanze mi hanno trascinato nuovamente nella mia terra natìa, dove ho costituito uno studio di consulenza che promuoveva l’innovazione nelle (piccole) realtà commerciali locali (dall’office automation alla presenza sul web, passando per l’introduzione di LAN, server locali e software gestionali..) ma, pur soddisfatto dell’attività svolta, ho nuovamente sentito il bisogno di puntare più in alto e più lontano.
Mi sono trasferito a Roma quattro anni fa (in questa sede cercherò di soprassedere sulla povertà comunicativa e sull’inesistente spinta verso l’innovazione di questa città) per dirigere il servizio clienti di un’azienda impiegata nel networking (housing/hosting; sviluppo e web design; formazione Cisco CCNA) - della quale attualmente gestisco il settore marketing/vendite - incominciando ad impiegare le mie energie per vendere un prodotto altrui (e non un servizio offerto da me!). Nonostante la grande importanza che il background tecnico rivesta in questa situazione - A morte i commerciali che non conoscono e comprendono i prodotti che vendono! - il mio impiego ha definitivamente (e consapevolmente) virato verso l’arte di comunicare per vendere.
Per rafforzare e valorizzare la qualità del mio lavoro (con il quale, se devo essere sincero, ho sempre ottenuto grandi risultati, oltre che molta soddisfazione e gratificazione economica) opero nella direzione della formazione continua, perseguita divorando testi universitari, pubblicazioni sul marketing in lingua originale e ovviamente blog. Ho deciso, inoltre, di sfruttare le straordinarie potenzialità della PNL, con l’obiettivo di conseguire la certificazione di Master Practitioner entro l’anno.
Tuttavia rimangono alcuni dubbi da fugare: alla tenera età di 25 anni, sbaglio ad abbandonare definitivamente l’idea di una laurea e di una formazione tradizionalmente riconosciuta? Può questo genere di formazione - in questo settore specifico - apportare conoscenze e competenze che non possano essere acquisite con l’esperienza sul campo? .. e soprattutto: sono in grado di “far parlare” il mio curriculum in assenza di una specializzazione a riguardo? Esiste un master “di valore” che possa frequentare senza laurea?
Studiare con l’obiettivo di laurearsi in tempi ragionevoli lavorando 11 ore al giorno non sarebbe un problema, se solo esistesse un corso di laurea adeguato e specifico per le mie aspirazioni. Sono forse io a non averlo trovato/cercato adeguatamente?
Mi piacerebbe davvero molto ascoltare l’opinione di chi nel settore del marketing e della comunicazione lavora da più tempo di me!


Da tempo sono convinto che l’esperienza fatta sul campo valga più di tutta la teoria che si possa formulare.
Ho la tua età, sono uno studente di ingegneria ma so già che uscito da qui, avrò un bel pezzo di carta e - forse - quella preparazione che in questi anni ho costruito più che altro per passione.
Purtroppo in Italia si va avanti più per pezzi di carta che per meriti visibili e tangibili.
Augurarti/mi che le cose cambino presto la vedo una cosa irrealizzabile. Sono convinto però che pian piano le strade si traccino per tutti e così arriverà anche il momento in cui quel “pezzo di carta” sarà dimenticato e messo in ombra da tutta la sostanza che abbiamo messo nel nostro zaino culturale.
Non demordere, se davvero riesci a trovare il tempo (personalmente ho i miei dubbi), prova a far tuo “un pezzo di carta”, ma ricordati che ti avvicinerai ad un mondo pieno di delusioni (personalmente, nel mio campo, ritrovarmi a fare degli esami di programmazione su un foglio di carta lo è!).
Ciao,
Emanuele
E’ veramente difficile dare risposte, visto che non ci sono certezze e quindi risposte da dare. La formazione permanente, l’aggiornamento sono fondamentali ma anche la pratica di ogni giorno. L’ideale è costruire progetti di formazione specifici che consentano di non abbandonare il mondo del lavoro per molto tempo. Consiglio corsi professionali e master nella formula week end, concentrandoti su programmi molto focalizzati una volta che hai deciso l’area specifica di interesse.
sono abbastanza d’accordo con maurizio: autoformazione e networking contano piu’ del pezzo di carta, almeno in un mondo, quello della comunicazione, in cui una laurea non si nega a nessuno… io non inizierei un percorso di laurea tradizionale, fossi in te.
in bocca al lupo!
Comprendo perfettamente i tuoi dubbi e mi sono trovato davanti la stessa opzione tempo fa.Non sono un veterano della comunicazione ma invece un tuo coetaneo.Ho scelto di studiare, non sono un genio ma dicono che sono sveglio.Quello di cui mi sono accorto è che attraverso il “pezzo di carta” si ha più sicurezze e più opportunità (almeno se il pezzo di carta e riconosciuto), sopratutto di imparare sul campo. Quello che impari sul campo come ogni cosa ha la sua qualità e se hai l’opportunità di imparare prima le cose più importanti tanto meglio. Questo accade quando hai l’occasione di lavorare con persone con molta più esperienza di te, che ti rispettano (inizialmente per il tuo pezzo di carta e poi per le abilità dimostrate sul campo) e che sono propense ad insegnarti. Altra cosa, lavora per gli altri sono se pensi che così facendo puoi imparare di più che lavorando per te.Al momento sono di nuovo ad un bivio, però penso di sapere già quale sia la scelta giusta. Mi hai su skype & msn, quando vuoi ci facciamo 4 chiacchere e ci scambiamo un pò di opinioni. Ciao!
Ad ogni modo qualsiasi sia la tua scelta otterrai quello che vuoi, devi solo capire cos’è.
Alberto