Quando la comunicazione é sopraffatta dal rumore
15 Maggio 2008 - di Marco CattaneoSenza l’intento di generare una reazione a catena ho deciso quest’oggi, grazie a Giovy, goccia che ha fatto traboccare il vaso, di chiudere definitivamente il mio account Twitter.
Sono una persona che ama profondamente comunicare (sino ad averne fatto una professione) e riconosco un importante valore di aggregazione sociale e, a tratti, d’informazione a strumenti come Twitter, ma più tali strumenti acquisiscono utenti e incrementano il proprio traffico, più i messaggi rilevanti vengono soffocati da un fastidioso e spesso inutile rumore di fondo. Divenuto ormai per me insopportabile.
Ogni giorno lavorativo degli ultimi 17 mesi ha visto presente sul mio desktop una finestra di messaggi twitter dei miei contatti. Ogni giorno da quando scrissi il mio primo cinquettio:
MarcoC: pensa che usare twitter possa rappresentare un buon esperimento di comunicazione sociale
Nel tempo mi sono chiesto quale ragion d’esistere avesse twitter e come si potesse giustificare il suo dilagante successo:
Diverrà forse Twitter la nuova Ansa della blogosfera internazionale ? L’agenzia tramite la quale le stesse aziende diffonderanno seriamente le loro notizie, private degli orpelli di un comunicato stampa ?
..colmerà il gap fra le modalità di diffusione delle breaking news dei mainstream media e quella dei blogger?
La risposta che ho trovato nella mia esperienza é no, Twitter non é uno strumento che i suoi utilizzatori siano stati in grado di sfruttare per le sue potenzialità ed é stato trasformato, al contrario, in un grande canale IRC per simpatici intermezzi da coffee break virtuali.
I cinguettii di twitter hanno interrotto migliaia di volte ogni genere di attività imperversasse sul mio desktop, ma raramente hanno fornito un vero valore alla comunicazione fra gli individui che vi partecipano.
Se avete bisogno di me, sapete dove trovarmi, ma non su twitter.

Condivido quello che dici anche se io stesso uso Twitter (spesso) come simpatica bottiglia virtuale in cui lasciare il messaggio da affidare al mare. Probabilmente non è stato concepito per questo.
Eh ma così come fai a partecipare al rumore di fondo che si crea durante a ogni convegno tra i twitterari presenti?
Anche a me sembra una grossa chat. Al contrario tuo non ho avuto la voglia per provarlo però ho sempre avuto l’impressione che avrei solamente perso altro tempo.
Mi basta il blog, chi mi vuol seguire mi trova li. E poi c’è IRC ed MSN per i più stretti.
Ciao,
Emanuele
Ehm, il commento precedente era un esempio ad uso didattico di cosa esce fuori quando non rileggi ciò che hai scritto prima di premere “invia”! ;-)
Ciao,
Emanuele
Sia la posizione di Marcoc che quella di Marcocc sono condivisibili… tutto sta nel grado di sopportazione del rumore ambientale….
C’è chi adora frequentare locali pieni di gente e rumorosi, e chi preferisce locali soft, dove il rumore di fondo non soverchia la comunicazione.
Come non esiste una classifica oggettiva dei miglior locali, così non è possibile oggettivamente definire “rumorosa” la conversazione su twitter.
Just my 2€cents
Luca
Finalmente qualcuno che la pensa come me :-)
Doh… uso Twitter davvero con parsimonia (al punto che a volte non twitto per giorni) ma se un giorno “impazzisco” e sparo quattro o cinque twit di seguito, faccio traboccare un vaso e spingo qualcuno a chiudere il suo account.
Cavoli… che potere! Beh, mi dispiace che sia stato un catalizzatore “negativo” in questo caso, Marco… ma alla fine fai bene, se per te Twitter è più rumore di fondo che altro, forse è meglio dedicare le proprie attenzioni su altro. Ti ho già parlato di Facebook? :D (scherzo!)
Credo che marco in parte abbia ragione, ma non so se la soluzione vera sia quella di chiudere l’account. Come avviene per il mondo dei blog, siamo stati abituati a selezionare in più o meno tempo, e con più o meno attenzione i blog da seguire. Twitter ha un meccanismo di costruzione della relazione molto veloce che dà la possibilità di catalizzare molti contatti in poco tempo (lato positivo) ma senza poter giudicare antecedentemente e chiaramente i contenuti dell’utente scelto come avviene per i blog prima di essere inseriti nella propria lista di feed, tra gli “irrinunciabili”.
A mio parere bisogna sfoltire novelmente le persone che si seguono, selezionando con molta attenzione i contatti che trasmettono informazioni veramente utili.. è un processo più difficile rispetto al blog ma che per ora sta pagando.. almeno nel mio caso.
Condivido pienamente, twitter è qyualche cosa di simile alla “banda cittadina”, negli anni sessanta qualcuno diceva che diffondendola i giornali non sarebbero più stati utili perché la informazione sarebbe nata dal basso, ma non è stato così.
Adesso che ci penso forse vale la pena farne un post.
bob
PS se a qualcuno interessa in occasione del terremoto in cina scrivevo
http://robertodadda.blogspot.com/2008/05/terremoto-e-giornalismo.html
ma scusate, l’opzione “follow” la conoscete?
se uno non mi piace smetto di seguirlo, questo è un gran bel “potere”
per riprendere l’esempio del bar, se mi piace il rumore mi metto seduto vicino ad un tavolo di alpini altrimenti posso mettermi in un agolino più tranquillo.
vabeh, ho detto la mia.