La danza dell’esistenza digitale

30 Aprile 2008 - di Marco Cattaneo

Innovazione, RiflessioniOltre che un po’ pigro, ammetto di essere ampiamente dipendente dalla rete per un’innumerevole serie di attività che mi semplificano e velocizzano la vita di tutti i giorni, gli acquisti e gli oneri che un ragazzo che lavora dieci ore al giorno e vive solo in una città che non é la sua, deve sopportare.

La mia linea telefonica di casa squilla anche sul telefono voip dell’ufficio, per consentirmi di rispondere anche se sono al lavoro; il mio MacBook é sintonizzato per tutta la giornata sulle telecamere IP che sorvegliano casa; la maggior parte dei miei acquisti passano per Internet e carta di credito - anche quando potrei acquistare quel libro nel negozio sottocasa, se fosse aperto quando ne ho bisogno; spesa online su E-Coop.it; videoregistrazioni digitali inoltrate al mio decoder tramite il portale Sky; servizi E-mail-to-Fax e raccomandate online per reclami e comunicazioni; pagamenti rigorosamente elettronici tramite home banking e carte di credito, per azzerare il traffico di inutile contante.

La quotidianità scorre, insomma, fra un login e un logout, all’insegna di una costante e considerevole occupazione di banda.

Chi mi legge é probabilmente abituato quanto me a sfruttare i canali che Internet offre per semplificare la propria vita, ma in queste condizioni non si smette mai di sentirsi - almeno in Italia - una sorta di pioniere.

Ti aspetti che il comune di Roma abbia una procedura online per richiedere il cambio di residenza - e invece attendi giorni per ricevere il PIN via snail mail per accedere a servizi d’insignificante valore; speri che il sito della regione Lazio faccia il suo dovere e ti consenta di scegliere il medico di base, ma alla fine ti rassegni a un errore di accesso negato che il CMS di poslazio.it restituisce da settimane ad ogni tentativo di iscrizione; preghi che il customer care Vodafone riesca a sbrogliare l’errore commesso da shop.190.it e che tu riesca a ricevere la tua nuova SIM prima che venga messo in funzione il network GSM di quinta generazione.

Dura la vita del cittadino digitale, che spesso combatte contro una realtà talmente analogica da farti pensare di appartenere a un altro pianeta.

A volte ti chiedi che sarebbe successo se quel giorno ti fossi fatto una bella passeggiata, piuttosto che sottoscrivere il tuo primo abbonamento dial-up per 450 mila lire. Avresti tardato qualche anno a trasformarti in un’icona del consumismo Internet-addicted e forse, saresti uguale a tutti coloro che quando sentono il termine iu tiub lo considerano un insulto personale.

Avresti vissuto, in seguito, in linea con la cultura del tuo tempo, utilizzando i social network senza sapere cosa fosse un “social network” e inoltrando E-mail all’anagrafe del tuo comune, con impiegati pronti a risponderti.

Nel 2020.



Sei interessato a leggere altri articoli come questo? Iscriviti al Feed RSS o alla Mailing List!



4 commenti, prendi parte alla discussione su “La danza dell’esistenza digitale”

  1. Alberto dice:

    Io, tanto tempo fa, avevo ordinato un modem perché mi sarebbe piaciuto collegarmi alle bbs che c’erano a Milano (tariffa extraurbana ovviamente) ma erano finiti e quindi mi hanno proposto un mouse.
    Il mouse era, al pari del modem, un oggetto straordinario quindi avevo accettato.
    Se non fossero finiti i modem e fossi partito con le bbs invece che, qualche tempo dopo, con il web non oso pensare cosa farei ora :)

  2. Dario dice:

    Mi avete evocato i ricordi di un bambino che a 10 anni circa ha recuperato tra i fondi di un magazzino un accoppiatore acustico della Epson…

    …andava 1200bps…

    …le prime bbs e la rete fido-net erano mie!

    Era il 1982!

    Otto anni dopo Internet…quella universitaria, con cui si faceva ricerca con degli xterminal monocromatici con enormi monitor da 21″ e Mosaic 0.9beta.

    Marco: di la verità che Mosaic non lo hai mai visto!!!

  3. Marco Cattaneo dice:

    @Dario - ti dirò la verità: mosaic non l’ho mai visto :) Per un soffio non sono nato troppo tardi per godere della connessione 33.6 :)

  4. Dario dice:

    Vergogna! :-)

    Pensa che nel ‘91 il dipartimento di fisica in cui ho studiavo era servito da una cdn da 64kbs!… e ci si riusciva a lavorare.

    La dorsale nell’edificio era un ethernet coassiale da 10mbs (ora sostituita da una doppia fibra).

    Per quanto riguarda Mosaic… è stato il primo, ma la vera rivoluzione fu Netscape… cacchio quanto era più veloce nello scaricare i contenuti!

Commenta questo articolo