ADSL, Telecom Italia e burocrazia da terzo mondo

1 Aprile 2008 - di Marco Cattaneo

IngranaggiSiamo in Italia e anche quando le congiunzioni astrali sembrano ottimali, oltre che favorevoli (quartiere “centrale” e residenziale, centrale telefonica non sovraffollata, copertura ADSL certa di qulità elevata, disponibilità di soluzioni ULL e linee “naked”) - per ottenere una nuova linea ADSL serve letteralmente un miracolo.

Corre l’anno 2008, lo scrivo perché sia chiaro, ad un lettore futuro, che gli episodi qui narrati non si riferiscono ad eventi del primo giurassico.

Centro storico di Roma, la mia azienda richiede in dicembre 2007 una linea ADSL NGI “naked” (senza fonia), fornendo una decina di numeri di telefono “vicini”, perché Telecom Italia, nella pratica di allacciamento del nuovo cavo dati, possa capire senza ombra di dubbio quale sia la centrale di competenza. Tre mesi e mezzo dopo, a seguito di 7 risposte di “KO tecnico” per “numerazione inestistente”, siamo costretti a richiedere il rimborso di quanto anticipato a NGI per l’impossibilità di ottenere l’allacciamento del servizio.

Quartiere residenziale S. Giovanni, Roma, il sottoscritto richiede in febbraio il trasloco di una linea naked preesistente presso nuovo indirizzo, 23 giorni dopo (appena?) giunge, come la scure della morte sulle mie speranze, il primo KO Telecom per “scagazzamento piccioni sulla centrale telefonica”. Un po’ d’ironia non fa mai male: in realtà non conosco ancora la fantasiosa scusa.. ehm.. ragione per il primo KO, ma sono certo che non si allontanerà di molto dalla mia ipotesi.

Strizzerei volentieri le palle al responsabile delle mie agonie e non é detto che non lo faccia letteralmente.

Prometto pubblicamente che se entro 30 giorni da oggi non otterrò la mia linea ADSL attiva, mi vedrete in TV incatenato davanti alla sede regionale di Telecom Italia o nell’ufficio di un dirigente telecom, travestito di spiderman (devo pur scalare il grattacielo) con le sue palle in mano.



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3 commenti, prendi parte alla discussione su “ADSL, Telecom Italia e burocrazia da terzo mondo”

  1. JJFlash dice:

    Grazie, ora mi sento meno solo…

    Sono anche io a Roma, anche io ho cambiato casa di recente, e anche io sono molto prossimo a essere un ex-cliente felice di NGI (primo contratto messo in piedi a dicembre 2004, con sole due settimane di tempo di attivazione).

    Ho chiesto il trasferimento della mia F5 a fine gennaio 2008, siamo al 2 aprile e l’unica cosa che ho ottenuto e’ quasi due mesi di “Telecom - KO” nello status del mio nuovo account.

    Tremila telefonate al call center dal cellulare, fiumi di soldi buttati, l’80% delle chiamate sprecate per via del centralino saturo.

    Stamattina - miracolo - vedo “Telecom - In lav”, che spero non significhi “in lavatrice”.

    Sto arrangiando con una Maxxi Alice 150 e il mio vetusto telefonino che non va oltre il GPRS: non e’ divertente fare il viaggiatore del tempo dal 1996 che cerca di navigare sulla Internet odierna, non e’ divertente per niente.

    Tienici aggiornati circa il tuo sit-in alla Telecom, con coordinate e tutto, perche’ mi aggrego volentierissimamente anche io.

    (E un saluto a senzastile che mi ha segnalato il tuo post)

  2. JJFlash dice:

    PS: Ho dimenticato di dire che anche io ho avuto la sventurata idea di chiedere una linea naked. E’ proprio la tua stessa situazione.

  3. viditu dice:

    mi accodo, e mi incateno pure io quando sarà!

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