Conversational Media: la scommessa é la fuori

27 Settembre 2007 - di Marco Cattaneo

Innovazione, RiflessioniSpesso mi capita di riflettere sull’impatto sociale dei conversational media su quel bacino di utenti che non possiedono loro stessi un blog e non si occupano professionalmente di tecnologia, in Italia.

La risposta a questo interrogativo me la forniscono ogni giorno amici, conoscenti e, ahimé, colleghi di lavoro, che, pur utilizzando Internet per accedere ad informazioni a loro precluse dai mezzi di comunicazione tradizionali, continuano a non riconoscere né l’importante valore dei blog (in quanto strumento di comunicazione dalle precise connotazioni), né quali siano i precisi vantaggi delle conversazioni come veicolo d’opinione.

Pur non rappresentando questi un significativo campione statistico, offrono al sottoscritto un colpo d’occhio sufficientemente eloquente per valutare come *molto scarso* il risultato che i player hanno ottenuto al di fuori del loro stesso mondo nella diffusione della cultura dei blog.

Se un giornalista conosce e dimostra (furbescamente) di guardare con sospetto alla blogosfera, chi lo ascolta citare fonti il cui nome includa il suffisso blog non é ancora in grado di comprendere in quale territorio gli venga chiesto di avventurarsi (ne i motivi per quali venga citata quel tipo di fonte).

Le persone si interrogano su cosa siano i blog (perché, in ogni caso, li sentono nominare); i marketers effettuano ricerche di mercato sull’impatto dei conversational media all’interno di un gruppo consolidato di utenti attivi e consapevoli (dai quali non potranno pervenire feedback negativi sul fenomeno), evitando accuratamente di veicolare le loro questioni al di fuori della ristretta cerchia degli stessi blogger.

Spesso s’insinua in me il dubbio che sia ancora prematuro pretendere che i politici e aziende sfruttino i blog per comunicare, quando il loro potenziale bacino d’utenza non lo richiede e si troverebbe, atresì, a dover essere “abituato” ad utilizzarli come strumento di comunicazione.

I numeri della blogosfera italiana sono spesso di ridotta entità e frequentemente mi interrogo su cosa siano 2.000 lettori di feed (di Pandemia, magari ce li avessi io!) su un bacino di 58 milioni di Italiani.

A volte, ho davvero l’impressione che sia solo un gioco di ruolo fra pochi invitati, che credono di vivere nel futuro. Altro che massa critica!

Sono convinto che dovremmo mettere da parte il celholunghismo per dedicarci tutti assieme alla divulgazione. Che ne pensate?



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3 commenti, prendi parte alla discussione su “Conversational Media: la scommessa é la fuori”

  1. Alberto dice:

    Divulgare: ma come?
    La tua analisi mi sembra corretta ma hai anche qualche idea su come portare a conoscenza dei più il mondo dei blog?

  2. Il blog di Giovanni Calia » Blog Archive » Coffe & Feed 28-09-2007 dice:

    [...] Cattaneo riflette sui Conversational Media. Inserito da Giovanni Calia in segnalazioni Tag: calcio, [...]

  3. marco dice:

    complimenti davvero, ottimo post!
    ora si tratta solo di capire come alfabetizzare.
    :-)

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