A mali estremi, estremi rimedi

29 Maggio 2007 - di Marco Cattaneo

EmailPer quanto possa sembrare assurdo o contrario a una comune logica di gestione antispam, il dominio poste.it sta per essere inserito nella blacklist del mio dominio personale, con opzione di cancellazione definitiva e avviso di mancata consegna al mittente.

Non posso attribuire alcuna responsabilità a coloro che gestiscono il dominio poste.it per le centinaia di messaggi di spam e phishing che ricevo ogni giorno (solo apparentemente provenienti dal loro dominio), ma a mali estremi, estremi rimedi.

C’est la vie.

Aggiornato il 12-06-07: Marketing Routes, al quale mi riaggancio in occasione della pubblicazione di questo articolo scrive una riflessione interessante:

Ovviamente, dopo gli utenti che, ignari del fenomeno, hanno involontariamente fornito i propri dati personali a questi truffatori mascherati da buoni, i più colpiti, da un punto di vista di immagine, sono proprio le aziende vittime di questo fastidiosissimo fenomeno.

Quello che mi lascia perplesso è però il mutismo di queste aziende; nè un comunicato stampa, nè una nota, nè un’intervista. Nulla. Nessuno che, ufficialmente, ha pubblicamente puntato il dito contro queste truffe mettendo in guardia l’utente.

Questo vuoto comunicativo non è piacevole in quanto sembra trasmettere all’utente la sensazione che a queste aziende non interessi tutelare i propri interessi (in fondo qualcuno si spaccia per “loro” per commettere reati) e i propri utenti (i più sprovveduti, che rischiano di cadere vittima di una truffa).

 



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