Piuttosto chiudiamo i giornali

25 Aprile 2007 - di Marco Cattaneo

Wikipedia LogoNo, mi auguro che i blogger non siano i giornalisti del futuro e che i giornalisti del futuro non siano blogger. Non fraintendetemi, esistono blogger perfettamente in grado di scrivere articoli per un giornale o libri per neonate (o più affermate) case editrici, ma ve ne sono molti altri che non sono assolutamente in grado di farlo. (Benché evidentemente non se ne rendano conto).

Allora, cominciamo con il non associare biunivocamente chiunque scriva in uno spazio privato - come un weblog - a coloro che vengono pagati per dimostrare la loro bravura come cronisti pubblici. Nel bene e nel male.

Se strumenti e canali tradizionali non saranno più in grado di informare, soddisfando le esigenze e la richiesta del loro audience, che smettano di farlo, ma, per favore, facciamo il possibile perché non si peschi dalla blogo-panacea-per-tutti-i-mali-sfera per sopperire alle loro lacune: la situazione dei traditional media potrebbe anche peggiorare.

Vedrò di essere ulterioremente più chiaro: blog, giornali e libri sono format ben differenti fra loro e non é corretto ritenere che l’autore di un blog sia in grado di scrivere un libello di successo o di raggiungere il grande pubblico scrivendo su un giornale a tiratura nazionale.

Siano i lettori a cambiare le loro fonti di informazione e cultura, giudicando quali autori possano sostiuire le loro quotidiane letture abituali. Non siete d’accordo?

Capisco il conflitto d’interessi di alcuni di voi, ma abbiate pazienza: le letture offline consumate in questa giornata di festa - che vedono differenti blogger come autori - mi hanno condotto a questa riflessione.



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4 commenti, prendi parte alla discussione su “Piuttosto chiudiamo i giornali”

  1. bayle dice:

    Parole sante quelle che hai detto caro mio, parole sante.

  2. flashmotus dice:

    concordo con la tua riflessione, ma è anche vero che informazioni, novità ed eventi sulle tecnologie del web e sulla multimedialità in genere trovano poco spazio sui quotidiani, occupano mediamente il 20% delle pagine nelle poche riviste specializzate (il resto è pubblicità), per non parlare della tv. Rimangono i libri? Si certo, anche se molti testi sono rigorosamente in lingua inglese. Con la blogosfera, con una selezione dei feed giusti, leggo te, qualche altra decina di blog e mi tengo aggirnato. Sbaglio?

  3. Giorgio Zarrelli dice:

    Mmm…alcuni giorni or sono scrivevo del rapporto intricato fra “blogger” e giornalismo http://www.zarrelli.org/blog/index.php/2007/05/02/e-vissero-tutti-giornalisti-e-contenti/

  4. Michele dice:

    Sono d’accordo, la sovrapposizione tra giornalismo e blogosfera è molto pericolosa: é vero che il format blog ha, secondo me, svecchiato un pò il mondo dell’informazione, ma non si può certo dare ai blog il compito di fare giornalismo.

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