Blog e ragion d’esistere

21 Marzo 2007 - di Marco Cattaneo

Wikipedia LogoSi é discusso nei commenti di un post di Yaab di quanto valga la pena impegnarsi per conquistare e mantener alto l’interesse dei propri lettori e delle ragioni per le quali quest’ultimi cancellano fonti dai loro aggregatori sul blog di Alberto.

Qualcuno si stupisce della poca naturalezza derivante dal ponderare quantità e qualità dei post - al fine di non annoiare, esagerare o farsi dimenticare dai lettori - ma senza considerare che esistono precise finalità e specifiche linee editoriali proprie di ogni blog.

Scrive Maurizio l’Usabile:

Se esiste un punto di incontro tra testate giornalistiche e blog, [...] è certamente [...] in quella che viene definita linea editoriale.

Nessun giornalista si sognerebbe mai di fare un confronto tra testate non omogenee, ma quando si tratta dei blog, si tende a generalizzare.

Chi apre un blog, solitamente nei primi post dichiara le sue motivazioni e così facendo crea una promessa.

Un blog si giudica da quanto la promessa che è stata fatta all’apertura (di divertimento, impegno politico, divulgazione scientifica,……) sia stata mantenuta per il singolo lettore.

Si possono aprire infiniti blog, l’importante è dichiarare in modo trasparente gli obiettivi, in modo che non ci siano disallineamenti tra chi scrive e chi legge e partecipa.

Al contrario di quanto si potrebbe supporre, non tutti scrivono ogni giorno per diventare una blogstar, essere considerati un blogger di successo o passare il tempo, come fine ultimo. Ciò non esclude, tuttavia, una doverosa attenzione a backlink, statistiche, referrer o reputazione, fattori essenziali per ottenere visibilità (ma non fine a se stessa!).



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