Blog e ragion d’esistere
21 Marzo 2007 - di Marco Cattaneo
Si é discusso nei commenti di un post di Yaab di quanto valga la pena impegnarsi per conquistare e mantener alto l’interesse dei propri lettori e delle ragioni per le quali quest’ultimi cancellano fonti dai loro aggregatori sul blog di Alberto.
Qualcuno si stupisce della poca naturalezza derivante dal ponderare quantità e qualità dei post - al fine di non annoiare, esagerare o farsi dimenticare dai lettori - ma senza considerare che esistono precise finalità e specifiche linee editoriali proprie di ogni blog.
Scrive Maurizio l’Usabile:
Se esiste un punto di incontro tra testate giornalistiche e blog, [...] è certamente [...] in quella che viene definita linea editoriale.
Nessun giornalista si sognerebbe mai di fare un confronto tra testate non omogenee, ma quando si tratta dei blog, si tende a generalizzare.
Chi apre un blog, solitamente nei primi post dichiara le sue motivazioni e così facendo crea una promessa.
Un blog si giudica da quanto la promessa che è stata fatta all’apertura (di divertimento, impegno politico, divulgazione scientifica,……) sia stata mantenuta per il singolo lettore.
Si possono aprire infiniti blog, l’importante è dichiarare in modo trasparente gli obiettivi, in modo che non ci siano disallineamenti tra chi scrive e chi legge e partecipa.
Al contrario di quanto si potrebbe supporre, non tutti scrivono ogni giorno per diventare una blogstar, essere considerati un blogger di successo o passare il tempo, come fine ultimo. Ciò non esclude, tuttavia, una doverosa attenzione a backlink, statistiche, referrer o reputazione, fattori essenziali per ottenere visibilità (ma non fine a se stessa!).


Questo tuo post è finalmente un pizzico più vicino al mio modo di vedere la blogosfera, i blog, statistiche e tutto ciò che è ad esso legato (autorevolezza compresa).
Ti ho già spiegato un po’ nei commenti di bayle come la vedo io (non avrebbe senso fare cross-posting), in ogni caso sono convintissimo che tantissima gente non abbia neanche mai dato il benché minimo sguardo alle statistiche. C’è gente che non ha sul proprio free-blog neanche uno stupidissimo contatore (tanto in voga 10 anni fa :-)). E penso/spero ci sia anche tanta gente che non ha mai valutato un blog dai suoi numeretti.
Che poi, diciamocelo… quanti sono i blog in Italia? Quanti sono quelli iscritti a statistiche come BlogItalia (ehm, loro non fanno statistiche…) o Blogbabel? Siamo, secondo stime (come avere il numero esatto?) una bella minoranza. Tutti gli altri vivono la blogosfera in modo diverso (e questo non significa che non abbiano contatto con altri blogger). Sono molto meno autoreferenziali (ecco che torna in vita il meme di questo inverno…) e si preoccupano di più di “vivere il blog” in modo autentico e genuino.
Personalmente *voglio essere tra loro* e cerco di essere il più naturale possibile quando ho voglia di scrivere, infischiandomene dei lettori che perdo. Tra l’altro, come si chiedeva qualcuno sul blog di Alberto, sarebbe più curioso scoprire, per certi blog personali, perché la gente si iscrive al feed piuttosto che capire perché va via.
Ovviamente un discorso diverso va fatto per quei blog “commerciali”, in cui la visibilità è uno dei fattori trainanti… ma se non sbaglio, la discussione è nata parlando di blog personali.
My two cents (ehm, forse anche qualcosa in più, scusate…).
Ciao,
P|xeL
PS: concludendo, ho pure un paio di amici che non solo se ne infischiano delle statistiche, ma hanno bloccato pure gli spider da .htaccess …eppure non scrivono niente di più privato di quel che posso scrivere io.
[...] il discorso è stato ripreso da Marco a cui ho voluto [...]
Blog anti-star…
Leggo in un post di Dario Salvelli riguardo a blogger e blog-star: Tutti però hanno iniziato a scrivere per un preciso motivo: confrontarsi ed avere una vetrina per esporre le proprie idee, conquistare relazioni e consensi attraverso un mezzo nuovo……