Per carità, lasciamoli fare
6 Marzo 2007 - di Marco CattaneoHo letto anch’io, questa mattina, l’articolo di Repubblica che tratta le mirabolanti rivelazioni del Pizzetti [Garante della Privacy]! Dietro-front, quindi, sulle sentenze di cassazione che consentivano ai datori di lavoro di monitorare il traffico Email dei propri dipendenti (che, giustamente, in orario d’ufficio, si sentiranno in diritto di farsi i sacrosanti cazzi loro, forti della privacy che il garante - bontà sua - gli garantisce!)
Le aziende italiane, d’ora in poi, dovranno adottare le opportune contromisure perché i dipendenti possano comunicare in tutta libertà con amici e parenti, attraverso l’indirizzo Email supplementare che loro stesse avranno messo a disposizione. (Non sto scherzando, leggete con i vostri occhi!)
Responsabilità e dovere delle aziende, inoltre, filtrare e inibire l’accesso ai siti Internet non attinenti l’attività lavorativa svolta (semplice stilare una lista completa dei siti accessibili, vero ?)
Ecco l’ennesimo esempio di normativa non supportata da principi e conoscenze tecniche adeguate che ne consentano l’attuazione.
Senza considerarne, poi, la completa illogicità. (Ma questo é solo parer mio..)

Finché daranno la possibilità di legiferare a gente che non conosce l’argomento di cui sta parlando, purtroppo non cambierà nulla. Mi sembra di essere tornato ai tempi della cosiddetta prima repubblica, dove facevano assessore all’urbanistica un medico, assessore alla sanità un avvocato, assessore al traffico un garagista…
876542236U ;)
Finchè succederà che il responsabile delle risorse umane in un colloquio su questioni riguardanti la carriera lavorativa, farà riferimento ad email che tu hai inviato ad un collega (quindi non all’esterno, con potenziali fughe di notizie riservate) per spingerti ad accettare quello che hanno deciso direi che la decisione del garante della privacy è sacrosanta.
Ovviamente ti parlo per esperienza strettamente personale.
Jak
Vedi Jak, la mia opinione é che chi viola la privacy dei propri dipendenti con queste finalità, continuerà a farlo, con o senza legge (che, fra l’altro, ha talmente tante “scappatoie” che difficilmente potrà “incastrare” qualcuno), chi invece lo fa (e secondo me avrebbe il diritto di continuare a farlo) per tutelare i propri interessi, si trova con braccia e gambe legate, perdendo soldi e risorse a causa di chi abitualmente se ne approfitta.
Condivido il tuo pensiero che esiste un problema di sicurezza che in Italia viene gestito malissimo, ma leggendo alcuni blog (tra quali il tuo) sembrava una delle tipiche gabole da burocrate, quando invece non è altro che una trasposizione di un vecchio diritto sindacale (il divieto di controllare il tempo in cui svolgo il mio lavoro) in un sistema di lavoro con l’utilizzo di internet.
Jak