Il nuovo modo di acquistare musica

5 Ottobre 2006 - di Marco Cattaneo

MusicaL’iTunes Music Store (suona decisamente meglio della nuova denominazione iTunes Store) é una delle mie più grandi passioni, fra i servizi online, nonché uno dei miei giocattoli preferiti. Posseggo due iPod (un Video da 30 GB e un nano silver da 2 GB) e scovare nuova musica per “riempirli” é assolutamente una goduria pazzesca (passatemi l’entusiasmo..).

Vien da se che, da quando ho assaporato l’opportunità di acquistare musica online, io abbia definitivamente smesso di considerare i CD Audio come oggetti da collezione, cominciando a venerare la musica digitale AAC di qualità. Le modalità con le quali iTunes può visualizzare e organizzare la vostra libreria musicale, inoltre, consentono di rendere le vostre canzoni “più tangibili”, meno virtuali dei mediocri MP3 sparsi fra le cartelle del vostro disco, rendendole simili ai vecchi compact disc.
Gradisco molto, oltretutto, la presenza di video e booklet PDF per gli album più importanti, che completano l’immagine di ogni disco.

Ragionando sulle mie nuove abitudini musicali (pur avendo Acquisition installato da tempo non mi sogno nemmeno di scaricare musica dai network peer-to-peer, non si ottiene una soddisfazione paragonabile!) ho immaginato le modalità con le quali, prossimamente, ci ritroveremo ad acquistare le canzoni dei nostri artisti preferiti.


Entreremo mai in un “negozio di dischi” reinventato ove, al posto di interminabili file di CD, troveremo copertine virtuali per compilation digitali, che potremo scaricare sui nostri iPod e pagare in contatti alla cassa ?
La trovo un’idea innovativa, per consentire alle persone di conservare il loro concetto di “acquistare musica” e per mantenere l’aspetto sociale del negozio di dischi sotto casa. Diffusione capillare della musica digitale e definitivo abbandono degli obsoleti supporti ottici (sempre utili come sottobicchieri!), insomma.

La domanda più angosciante, ad ogni modo, rimane la seguente: riuscirà la R.I.A.A. ad accettare la necessità di introdurre nuovi modelli di distribuzione della loro gallina dalle uova d’oro (… ehm… musica), collaborando efficacemente con il p2p, prima che l’attuale concezione del diritto d’autore venga stravolta dalla pirateria ?

Pur non essendo un musicista, sono sostanzialmente d’accordo con il concetto che la proprietà intellettuale debba essere tutelata, rispettata e retribuita, ma non posso che contrastare la pachidermica industria discografica che si oppone all’innovazione, pur coscente che, prima o poi, arriverà il momento di tirar le somme.

Purtroppo, come ha avuto a dire Steve Jobs qualche tempo fà, le Major discografiche, adesso che hanno scoperto le potenzialità della musica acquistata online, stanno diventando ingorde e, prima, hanno chiesto di aumentare i prezzi, poi, si sono accordate con altre società, aprendo i propri store musicali (senza peraltro grandi successi). Il tutto a vantaggio di una sola cosa: il download illegale!



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