Corporate VoIP: non e’ tutto oro quel che luccica

16 Giugno 2006 - di Marco Cattaneo

VoipL’introduzione delle tecnologie VoIP all’interno di ambienti corporate rappresenta un’importante evoluzione delle precedenti infrastrutture PBX e consente, almeno sulla carta, un’ideale integrazione fra telefonia tradizionale, comunicazioni aziendali instantanee , strumenti di collaborazione di gruppo e CRM esistenti.
Tale infrastruttura, tuttavia, é sufficientemente matura e stabile per un’introduzione all’interno di ambienti ove le appliance vocali siano mission-critical ?

Purtroppo la risposta a questa domanda non è così semplice come appare e la stessa tecnologia Voice over IP risulta piu’ articolata di come un Manager Esecutivo possa immaginare all’atto della scelta definitiva.
Consideriamo, innanzitutto, i vantaggi dell’adozione di questi sistemi: riduzione dei costi sul traffico voce, mediante la scelta di rotte specifiche per ogni tipologia di chiamata (GSM gateway per le chiamate dirette a operatori mobili, trunk Internet per utenti Voip indipendenti, classici flussi telefonici per chiamate verso rete fissa), annullamento costi per sedi distaccate e agenti operanti in mobilità, virtualizzazione di numerazioni telefoniche geografiche e maggiori possibilità di customizzazione e automatizzazione degli impianti telefonici.

La migrazione del traffico voce/fax dalla comune rete telefonica indipendente alla rete lan (sia essa condivisa con l’ordinario traffico dati o dedicata) introduce nuove criticità da valutare e considerare con attenzione: l’affidabilità delle singole linee di connessione Internet (di molteplici sedi, ad esempio), spesso insufficiente e non supportata da un’adeguata ridondanza; la corretta scelta di protocollo audio e il contenimento della latenza, che genererebbero un flusso vocale discontinuo.

Il primo step compiere consiste nella scelta della piattaforma software sulla quale costruire il proprio sistema. Considerando il contenimento dei costi, obiettivo rilevante per attività commerciali di dimensioni contenute, risulta spesso utile l’appoggio di Asterisk, soluzione open source versatile e molto flessibile nella gestione di un numero di interni inferiore a cinquecento, con poche decine di conversazioni contemporanee. (Parametri piuttosto alti per medie realtà aziendali!)
L’alternativa piu’ blasonata, al contrario, richiede investimenti cospicui (e appartiene a Cisco) e, benché garantisca maggior affidabilità (soprattutto nel dialogo fra centralino e terminali), in molti casi non vale la candela.
La scelta dei terminali, poi, rappresenta un ulteriore ostacolo. Ad esclusione dei prodotti Cisco (compatibili anche con protocollo SIP e, di conseguenza, con la piattaforma Asterisk) non vi sono, a mio parare, soluzioni realmente professionali, per aspetto e funzionalità, che possano reggere il confronto con classiche apparecchiature per Pbx (in uno slancio di sincerità, vi confermo che nemmeno i Cisco possono farlo).

L’ultimo aspetto trascurato e, in alcuni casi, completamente dimenticato, riguarda la consulenza di esperti nell’implementazione e nell’integrazione di soluzioni VoIP nell’infrastruttura esistente. Affidando questo compito al proprio reparto IT si rischia facilmente di non sfruttarne le maggiori funzionalità: il possesso di nozioni di base proprie della gestione di centrali PBX é molto utile per approcciare al meglio la delicata fase di configurazione e organizzazione strategica del sistema!

Difficile giudicare, globalmente, se la tecnologia sia sufficientemente matura per essere introdotta in ogni tipologia di small business. Personalmente ritengo che la risposta debba essere ancora negativa e che questa decisione debba essere affrontata con obiettività e senso critico. Anche il quotidiano utilizzo di apparecchiature telefoniche IP potrebbe non essere sufficientemente affine a dispositivi telefonici tradizionali, poiché essi assumono convenzioni e firmware piu’ simili a dispositivi di rete che non a comuni telefoni.

I servizi di provider specializzati, poi, non offrono garanzie raffrontabili ai comuni flussi ISDN e la possibilità di vedere interrotto il proprio flusso di chiamate in entrata é tutt’altro che remota.
Consigliando di mantenere attive infrastrutture di backup tradizionali (esistenti, magari) che possano far fronte ai blackout piu’ critici, concludo questa breve rassegna, che mi auguro possa fornire opportuni spunti di riflessione per chiunque stesse considerando l’adozione dell’oggetto della trattazione per la propria impresa.



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