Delirio di onnipotenza

10 Giugno 2006 - di Marco Cattaneo

Innovazione, RiflessioniConosco e utilizzo quotidianamente Internet da dieci anni, ormai, eppure mi capita ancor’oggi di provare l’ebbrezza del controllo e l’euforia di poter aver accesso ad ogni risorsa mondiale, quando mi trovo di fronte a un computer connesso broadband.
So di poter ottenere informazioni, acquistare, visitare, scoprire e rimango affascinato da questo potere, così come avveniva nel lontano ‘96, quando, a ritmo di 28.8 kbit al secondo, attendevo il lento caricamento dell’homepage del mio provider ad ogni connessione.

Ho sempre più spesso l’impressione che ogni cosa converga su Internet: il sapere umano, le comunicazioni, ogni risorsa testuale o audiovisiva, i pensieri delle persone e le loro emozioni. Come se un universo parallelo inghiottisse la nostra realtà, ogni attimo. Mai prima d’oggi avevo ragionato sul reale pericolo che tale tendenza possa innescare: la perdita della propria reale identità, in funzione di una virtuale, che molte persone non sono in grado di gestire e integrare nella loro vita reale.

Personalmente ritengo inestimabile il valore di queste nuove frontiere che Internet apre all’uomo, annullando, innanzitutto, il concetto di spazio fisico e, se vogliamo, comprimendo quello di tempo
Non sarei disposto a nessun costo a rinunciare a questa nuova libertà e mi auguro che la lotta al digital divide consenta di garantire questo nuovo diritto alle generazioni future.



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